Parte la tolleranza zero
Tra i tanti costi che l'automobilista deve affrontare si è aggiunto, ormai da qualche anno, anche quello della revisione che, per carità, troviamo giusto per non mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri. Naturalmente le difficoltà economiche ormai generalizzate hanno reso sempre più "fastidioso" quest'onere, anche perchè il contesto è ormai un noto bancomat per l'erario, tra rc auto, bolli, accise sui carburanti e chi più ne ha più ne metta.
Non è un caso se, come spesso accade, chi marcia sui problemi degli altri si è subito attrezzato, ed ecco un fiorire di truffe e false certificazioni di idoneità, come accaduto a Napoli dove, proprio pochi giorni fa, è stata scoperta una gigantesca truffa con migliaia di false revisioni scoperte dalla Guardia di Finanza.
Cosa non cambia
Anche per queste ragioni le istituzioni si sono subito messe all'opera, in questi casi sono super efficienti, ed hanno immediatamente adottato le contro misure necessarie. Niente di nuovo per quanto riguarda la tempistica, diciamolo subito. La prima revisione scatta dopo 4 anni dal momento dell'immatricolazione del veicolo, per poi passare ad una scadenza biennale. Non cambiano i tempi anche per tutti i mezzi considerati "speciali", vale a dire quelli adibiti al trasporto delle persone, come taxi, autobus e ambulanze, e quelli considerati atipici, per esempio le auto elettriche. In questi casi, infatti, vige l'obbligo del controllo annuale. Invariate anche le modalità, con la possibilità di recarsi presso una qualsiasi sede della Motorizzazione Civile oppure presso un'officina autorizzata, che poi dovrà naturalmente provvedere a comunicare il tutto agli enti preposti per via telematica.
La novità
Diverso il discorso per quanto riguarda la modalità con cui vengono svolti i controlli, adesso più rigidi proprio per evitare truffe come quella di cui abbiamo parlato in precedenza, e soprattutto la legislazione su eventuali ritardi, il vero cambio di rotta. Grazie infatti ad una completa informatizzazione del settore qualunque ritardo comporterà non solo una multa di 155 euro, ma anche l'applicazione immediata, in quanto automatica, della sanzione che, entro il mese di scadenza del termine di revisione, verrà immediatamente inviata a casa del malcapitato.
Una volta ricevuta la multa il titolare del veicolo potrà utilizzare quest'ultimo solo per recarsi in officina ad effettuare la revisione, pena una sanzione di 639 euro e il fermo amministrativo del mezzo.
Non si scampa
Per chi pensa che la si possa fare franca, come molte volte accade in Italia, è bene precisare che, essendo il sistema completamente informatizzato, la Polizia adesso è in possesso del database completo di coloro che non risultano in regola. Quindi attenzione perchè la cosa è seria. A questo si deve aggiungere che non sono certo esentati dal discorso i mezzi "parcheggiati", come può essere una vecchia automobile ferma in garage o sotto casa. Il sistema informatico non si fa problemi se c'è un utilizzo o meno del mezzo, infatti. Semplicemente, se risultate possessori di un veicolo qualsiasi o fate la revisione nei tempi prestabiliti o è multa sicura!
I costi
Per quanto riguarda il costo della revisione ricordiamo che la tariffa , stabilita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è di 65,68 euro, a cui si devono aggiungere manodopera ed eventuali ricambi. Per gli operatori del settore viene proibito l'uso di qualsiasi timbro. Ora il tutto dovrà necessariamente essere inviato all'Ente preposto per via telematica.