BoT al limite dell'inflazione
Sono sempre di più i risparmiatori che puntano sul breve termine, impauriti dall'incertezza finanziaria che attanaglia, in particolare, il continente europeo.
Si spiega anche così il successo avuto dall'asta sui BoT nei mesi scorsi, con i nostri Buoni del Tesoro con scadenza a un anno che sono arrivati ad offrire anche un ottimo 4,15% annuo, al netto di imposte e commissioni il 3,3%. Con il passare delle settimane e dei mesi il rendimento è andato calando un po', segno di una maggiore fiducia nella capacità del nostro paese di cavarsela a breve termine, mentre i titoli con scadenza maggiore generano ancora una resa veramente importante, anche fino al 7%.
Il calo dell'interesse ad un anno però, rischia di far precipitare la convenienza questo titolo, da sempre molto amato dai piccoli risparmiatori, sotto il livello di inflazione. Inflazione che, anche grazie alle varie manovre che si sono succedute, con l'incremento dell'Iva e dei carburanti, cresce a ritmi piuttosto sostenuti.
Insomma, se puntiamo ad un ritorno a breve termine, dobbiamo cominciare a guardarci attorno e valutare anche altre offerte che, nonostante il momento difficile generale, non mancano.
Conti deposito e obbligazioni bancarie
Gli istituti di credito vivono un disperato bisogno di liquidità. Hanno bisogno di capitalizzare e quindi cercano di attirare il più possibile liquidità favorendo quelle soluzioni che permettono a chi ha un po' di risorse e vuole realizzare un utile di garantirsi liquidità in tempi brevi e con la certezza di realizzare un ritorno decente.
Ed ecco fioccare offerte impensabili fino a qualche tempo fa con rendimenti anche fino al 4,5%, che al netto delle varie spese e prelievi fiscali significano il 3,29%, ovviamente a condizione di accettare un vincolo fino a 12 mesi.
Stesso discorso per le obbligazioni bancarie, che al netto delle tasse, garantiscono anche loro un 3,3% circa. Ottimo, ma con un fattore di rischio non da poco. E non solo.
In questi giorni parte la riforma della tassazione sulle rendite fiscali. Questo significa che il prelievo sui bond bancari sale al 20%, contro il 12,5% precedente, mentre quello sui conti correnti, che include anche i prodotti vincolati, scende dal 27% al 20%.
Fatti due calcoli il conto deposito pagherà un netto del 3,6%, mentre le obbligazioni scenderanno al 3,01%, sotto l'inflazione.
Pronti contro termine e buoni postali
Questi due prodotti rischiano di diventare meno attraenti che nel recente passato.
I pronti contro termine vengono danneggiati dalla riforma, e quindi cala l'interesse, anche se si mantiene leggermente sopra il 3%.
Nel caso dei buoni postali invece la riforma non tocca il prelievo, che rimane al 12,5%, ma il rendimento annuo è piuttosto basso. Netto, l'1,94%.
Garanzia di liquidità
Nella valutazione sulla convenienza o meno di investire su un titolo o su una qualsiasi altra forma di investimento a breve termine, rientra anche la liquidità garantita dall'investimento stesso, insomma, se si può liquidare in anticipo e a quali condizioni.
Concludiamo questo articolo con un breve elenco delle condizioni di liquidazione anticipata dei prodotti finanziari di cui abbiamo parlato.
- BoT
Sono liquidabili in anticipo sul mercato secondario, ma ci sono le commissioni di transazione, quindi la liquidazione anticipata ha un costo.
- Bond bancari
Teoricamente possono essere liquidati in anticipo ma non sempre è possibile, visto che spesso questi titoli non sono quotati sui mercati regolamentati. Quindi non possono essere considerati prodotti finanziari che garantiscono liquidità in caso di cessione anticipata.
- Buoni postali
Tra i prodotti finanziari di cui abbiamo parlato in questo articolo i buoni postali sono quelli che meglio garantiscono in caso di cessione anticipata. Il 100% del capitale di acquisto.
- Conti deposito e Pronti contro termine
Questi tipi di prodotti vincolano le risorse per un certo periodo, e da questo viene l'interesse generato, quindi, tranne che raramente, non garantiscono nessuna liquidità prima della loro scadenza naturale.