I dubbi
Come molti dei nostri lettori sapranno all'inizio del mese di novembre è entrata in vigore una circolare che obbliga chi fa un utilizzo esclusivo per più di 30 giorni di un autoveicolo di cui non è intestatario a trascrivere il proprio nome sul libretto.
Come era facilmente preventivabile la cosa ha fatto gridare allo scandalo. Ma come, hanno detto in tanti, già siamo massacrati da una burocrazia asfissiante, adesso andiamo ad aggiungere un'altro obbligo?
In effetti detta così la norma in questione non è che faccia impazzire di gioia. Sono tanti infatti i casi in cui momentaneamente si può prestare l'automobile ad un parente, un collega o un amico. Ecco quindi che il direttore della Motorizzazione civile, Maurizio Vitelli, anche un po' seccato per le polemiche, forse eccessivamente visto che la cosa non poteva che generare dei dubbi, si è sentito in dovere di intervenire per dare spiegazioni.
Le ragioni
Vitelli ha infatti precisato che la nuova norma serve a combattere l'uso "prolungato e illegittimo" di certi comodati, ed anche ad individuare più velocemente i responsabili delle infrazioni. In effetti il problema esiste, al riguardo noi abbiamo scritto tanti articoli. Attraverso varie scorciatoie ci si esenta da responsabilità di vario tipo, può essere il fisco o le multe, e quindi è ovvio che le autorità procedessero a mettere in campo delle misure per arginare il fenomeno.
I soggetti interessati
Spiega la Motorizzazione, infatti, che i primi ad essere interessati da una misura di questo tipo sono coloro che, in misura sempre maggiore tra l'altro, prendono l'automobile a noleggio, spesso per un periodo di 12 mesi. Si calcola che il provvedimento deciso all'inizio di novembre riguarderà circa 250.000 autoveicoli, ma a detta dei responsabili della circolare riguarderà molto raramente un privato, in quanto è raro che si presti la propria automobile a qualcuno per più di un mese, ed in modo continuato, oltretutto. Inoltre viene specificato per chi è convivente la norma non va applicata.
Il problema va affrontato
In effetti se si va a guardare come è nata l'esigenza di una normativa di questo genere se ne comprende pienamente la ragione. Tutto ha infatti origine in un fatto di cronaca in effetti simile ad altri e di cui sentiamo spesso parlare. Il caso riguardava un'anziana nullatenente che risultava intestataria di più di cento automobili. Insomma, il classico caso di utilizzo di prestanomi funzionali alle ragioni più diverse, prime fra tutte la fuga dal fisco, il mancato pagamento delle multe, il riciclaggio di denaro sporco e quant'altro.
I vantaggi
La Motorizzazione ha spiegato anche che la nuova norma risulterà in effetti utile a molti. Per esempio non ci saranno più le doppie notifiche nel caso in cui l'autoveicolo che si utilizza sia noleggiato, in quanto l'infrazione verrà addebitata ad un solo soggetto. Altro caso è quello in cui si cede a qualcuno, in genere ad un parente, in modo definitivo la propria automobile (il caso che viene fatto in Motorizzazione è quello del nonno verso il nipote).
In questo caso infatti non sarà più necessario il passaggio di proprietà per non vedersi recapitare le multe di cui non si è responsabile. Basterà cambiare l'intestatario del libretto, e l'operazione costa solo 9 euro più 16 di bollo, mentre il passaggio di proprietà ne costa circa 500.
Forse andava raccontata meglio
Insomma, la misura forse andava presentata meglio, a livello di comunicazione, ma in effetti sembra una buona cosa, oltre che necessaria, per affrontare una problematica, quella dell'intestazione fittizia degli autoveicoli, che allo Stato e alle amministrazioni locali, cioè a noi, costa eccome.
Inoltre l'esclusione dei conviventi chiude qualunque polemica. Come detto sono veramente rari i casi in cui si presti il proprio mezzo a qualcuno per più di 30 giorni. A questo si deve aggiungere che per i tanti che cedono la propria automobile ad un parente, in genere, in modo definitivo o comunque per un periodo prolungato, c'è anche la possibilità di risparmiare un po' di soldini. E di questi tempi non è male.