L'esplosione
In Italia aumenta sempre di più il numero di coloro che vanno alla ricerca di credito con l'obiettivo non di acquistare qualcosa o di far fronte ad una necessità improrogabile ma con il fine di consolidare una situazione pregressa, vale a dire con lo scopo di accorpare le rate di tutti i finanziamenti in corso in un'unica rata.
Basti pensare che solo nel primo trimestre di quest'anno nel nostro paese c'è stato un aumento mostruoso, ben il 242% di prestiti consolidamento debiti, rispetto al trimestre precedente, e questo fa capire la situazione di difficoltà di tante famiglie che ormai non riescono più a star dietro ai tanti impegni economici a cui sono costretti.
Un trend in continuo aumento
E l'enorme trend di crescita non accenna certo a fermarsi, visto che anche nel mese di aprile c'è stata una crescita superiore al 50%. Sono sempre di più gli italiani che hanno bisogno di un ulteriore finanziamento per far fronte ad impegni di tutti i tipi e questo spiega la grande crescita di una soluzione di ripiego che rappresenta però una sorta di circolo vizioso che rischia di far crollare la capacità di sostenersi e far fronte a tutte le esigenze. Tutto questo, tra l'altro, in un clima di seria difficoltà del mercato del lavoro, con la disoccupazione che cresce sempre di più e la possibilità di trovare una nuova occupazione che diventa ogni giorno di più una chimera.
Sulla difficoltà, per non dire l'impossibilità, per i giovani di trovare lavoro non c'è bisogno di dire molto. I dati sono sotto gli occhi di tutti e parlano da soli.
Il circolo vizioso
Allo stesso tempo i dati registrano un crollo dei finanziamenti mirati all'acquisto di beni non necessari al sostentamento, com'è ovvio, come per esempio viaggi, bellezza, svago e così via, ma c'è una forte diminuzione anche di richieste per l'acquisto di beni durevoli come possono essere l'arredamento per la casa, l'automobile, etc.
Insomma, più passa il tempo più ci si indebita non per acquistare qualcosa ma per sostenere impegni precedenti! Una situazione da cui, allo stato attuale, non si vede via d'uscita, viste le difficoltà sempre crescenti dell'economia nazionale.