Abbiamo sbagliato!
E già. Le tante voci che parlavano di investimenti a dir poco temerari da parte della filiale londinese della banca americana si sono rivelate fondate. E' stato lo stesso Ad Jamie Dimon ad ammetterlo, e le sue parole sono state piuttosto dure. Dimon ha parlato di valutazioni sbagliate, cattiva strategia, addirittura di "sciatteria". Parole pesanti.
I soliti derivati
Come molti sapranno era già da qualche settimana che si parlava di investimenti ad alto rischio in derivati della filiale londinese della banca americana che avrebbero potuto portare ad una perdita piuttosto sostanziosa e così è stato. La perdita c'è, ed è importante: 2 miliardi di dollari. E la cosa è talmente vissuta male da Jamie Damon che lo stesso ad ha ammesso che potrebbero essere stati commessi addirittura reati e che si sta indagando al riguardo.
Insomma, cose pesanti che sanno tanto di resa dei conti interna.
Il paladino della libertà della finanza
Il problema emerso non è cosa da poco, e non solo per l'entità del danno, fondamentalmente assorbibile da parte di un colosso come la banca americana. Il problema è che lo stesso Dimon, uscito indenne dalla tempesta finanziaria che ha visto il crollo di miti come Lehman Brothers, è stato da quel momento il paladino della contrarietà ad imporre limiti e paletti alla finanza.
Celebri i suoi scontri con Ben Bernanke, il presidente dela federal Reserve, tacciato di voler limitare la ripresa dell'economia appoggiando in maniera troppo rigorosa la riforma finanziaria Dodd-Frank che il Congresso americano ha varato proprio in seguito al fallimento di lehman Brothers.
Crollo del titolo e indagine della Sec
Adesso le cose cambiano. Il paladino della libertà della finanza si trova ad affrontare un problema che dimostra come i derivati siano ancora un problema e che la lezione della Lehaman Brothers è già stata dimenticata. Ed anche in fretta. E i problemi per Dimon e la sua banca non finiscono certo quì, visto che oltre al crollo del titolo Chase, -9% in un solo guiorno, anche la Sec, che è l'equivalente americana della Consob, ha aperto un'indagine sulle operazioni della filiale londinese JPMorgan.
Infatti da questa storia potrebbe uscire furi un uso disinvolto del capitale versato dai depositanti e che tra l'altro è garantito da un'agenzia federale. Un pasticcio che potrebbe anche coinvolgere altri istituti bancari dimostrando che le regole messe in atto per limitare l'uso del capitale nel trading non sono servite a calmare la febbre speculativa di troppi guru della finanza.