Firmato l'accordo
La lotta all'evasione sembra che questa volta sia partita seriamente. Oltre all'ormai famoso, e famigerato, Serpico, il sistema della Sogei che scoverà chi evade attraverso l'analisi e l'incrocio di numerose banche dati, anche il Comune di Milano, primo fra i grandi nuclei abitati in Italia, decide di metter in piedi un sistema per combattere il problema.
E' stato firmato un accordo, infatti, tra l'amministrazione locale, le Fiamme Gialle e l'Agenzia delle entrate che permetterà di individuare i casi sospetti incrociando le informazioni sul reddito dichiarato, le proprietà possedute, soprattutto immobiliari, e le attività economiche svolte. I soldi recuperati, come stabilito dall'accordo, rimarranno nelle casse locali.
I target
Il meccanismo che porterà alla segnalazione dei casi sospetti alla Guardia di Finanza è, nella sostanza, piuttosto semplice. La segnalazione, via Web, avverrà nel caso in cui ci siano incongruenze tra ciò che viene dichiarato al Comune e le attività svolte o le proprietà possedute.
Per esempio. Se il possessore di un'abitazione di lusso usufruisce di facilitazioni perchè dichiara un reddito basso, l'amministrazione segnalerà l'anomalia alla Guardia di Finanza, che passerà così a fare gli accertamenti del caso. Oppure, se in un'abitazione che risulta vuota è allo stesso tempo attiva la fornitura di energia elettrica, segno evidente di un affitto in nero, partirà la segnalazione.
Allo stesso tempo ci sarà una particolare attenzione verso coloro che risultano residenti all'estero ma conservano in città interessi e attività, nascondendo spesso una residenza all'estero di comodo, solo per evadere le tasse. Attenzione particolare anche per le attività commerciali considerate ad alto rischio.
L'unione fa la forza
L'accordo, che prevede un rapporto particolare con l'Agenzia regionale delle entrate e la Guardia di Finanza, si basa sull'incrocio tra le varie banche dati a disposizione dei tre enti che hanno stipulato l'accordo stesso. In effetti si tratta del rafforzamento di un impegno già in atto, con la novità che dal 2012 le risorse recuperate verranno trattenute dall'amministrazione locale. Tecnicamente parlando l'operazione verrà svolta in particolare dal Consiglio tributario che analizzerà i dati provenienti da attività commerciali e professionali e segnalerà tutte le incongruenze riscontrate.
Insomma, anche in questo caso, come con Serpico, tempi duri per chi dichiara al fisco quello che meglio crede ma poi ha un potere di spesa che non combacia con le sue possibilità, o meglio con quello che, stando a ciò che dichiara, dovrebbe potersi permettere. Nella sostanza tutti questi sistemi non faranno altro che rendere le cose più difficili a chi evade le tasse. La speranza è che le risorse recuperate siano spese per creare più lavoro, un costo della vita più basso e servizi per cittadini e imprese migliori.