Vantaggi e svantaggi
I prodotti di questo tipo che realizzano i loro investimenti negli Stati Uniti hanno conosciuto quest'anno delle performance molto interessanti, soprattutto grazie al rafforzamento del dollaro rispetto all'euro.
Il pacchetto chiavi in mano
Una delle ragioni di maggior interesse in uno strumento finanziario di questo tipo è quella del "pacchetto chiavi in mano", della soluzione tutto compreso. Insomma, fanno tutto loro, l'unica cosa che deve fare chi si lancia nel discorso è metterci i soldi! Una buona soluzione che evita tanti impegni e impicci, ma che può anche regalare brutte sorprese se non si fa attenzione a scegliere il prodotto giusto.
Attenzione a costi e commissioni varie
Se c'è infatti un settore dove chi di dovere si è specializzato nel "far brillare gli occhi" beh, l'abbiamo trovato! Sono tanti coloro che vengono attirati da guadagni mirabolanti, salvo poi rendersi conto, a conti fatti, che tra commissioni, clausole scritte in minuscolo e spese varie le cose stavano a dir poco diversamente.
Insomma, l'ambito può essere profiquo e interessante ma bisogna fare attenzione e saper scegliere con consapevolezza la situazione giusta.
La soluzione migliore
Il fondo comune non è altro che un portafoglio di investimenti con all'interno un numero generalmente molto elevato di titoli. Se vogliamo questa è la massima espressione possibile di diversificazione, cosa che già al solo nominarla, ancora di più in un periodo di gravi incertezze finanziarie come quello che stiamo vivendo, mette tranquillità, ma questo non significa che di per se il soggetto in questione sia sicuro sempre e comunque.
Può fare la differenza
Per quanto possa risultare banale la scelta del gestore, frutto di un'analisi attenta delle sue performance, è importantissima. Classico il sistema di affidarsi alla propria banca o ad un operatore specializzato, ma la cosa ovviamente ha un costo che spesso riduce, e anche di molto, il ritorno dell'operazione, e a quel punto ci si chiede se il gioco vale la candela.
L'esempio: Fundstore
Interessanti quindi, da questo punto di vista, servizi, soprattutto online, come Fundstore, un vero e proprio supermarket del settore con il vantaggio di poter operare con la società di gestione scelta direttamente dal proprio conto corrente.
Il discorso è interessante, in quanto mette a disposizione, allo stato attuale, circa 3.500 fondi e Sicav, ognuno con allegata una scheda informativa veramente completa ed esauriente su cui fare affidamento per la scelta da effettuare e ovviamente per seguirne l'andamento sul mercato. Insomma, uno strumento avanzato di gestione, a parere di chi scrive, completo ed esauriente.
L'ottimizzazione dei costi di gestione fa la differenza
Ecco, una soluzione come quella di Fundstore può essere l'ideale. Certo, richiede un po' di impegno nel cercare la situazione giusta, che poi ovviamente va seguita con attenzione, ma permette di ottimizzare i costi di gestione, e anche di tanto. Come è giusto che sia, nessuno fa niente per niente. La banca o l'operatore del caso rendono il discorso comodo e veloce, ma il costo c'è, eccome.
Insomma, se si vuole guadagnare veramente si può fare, ma un minimo di impegno personale si rende necessario.
Caratteristiche generali
Come sanno bene coloro che conoscono questo tipo di strumenti finanziari, non esiste un solo tipo di fondo comune. Ne esistono invece diversi differenti classificabili sulla base di una serie di parametri.
Distribuzione dei profitti
Innanzitutto esiste una prima distinzione sulla base della modalità con cui i profitti vengono distribuiti.
- Distrubuzione dei proventi
In questo caso le eventuali plusvalenze realizzate, in un periodo che è stato precedentemente determinato, vengono accreditate sul conto corrente del risparmiatore. L'accredito, che può essere integrale o parziale, viene effettuato mediante la formula della cedola, che a sua volta può essere semestrale o annuale.
- Accumulazione dei proventi
In questo caso invece il meccanismo di incasso dell'utile generato prevede che l'eventuale plusvalenza venga accumulata. Il risparmiatore incasserà il suo guadagno solo al momento della vendita delle quote di cui è titolare.
Differenze principali
Alla prima distinzione vista precedentemente se ne aggiunge una seconda. Vediamo in che consiste.
- Chiuso
In questo caso il rimborso delle quote sottoscritte avviene solo in determinati periodi. Questo tipo di fondo si basa su un numero di quote che è stato predeterminato e che risulterà invariabile nel tempo. Le regole stabiliscono che la quotazione sul mercato avvenga entro un termine massimo dal momento della chiusura del collocamento. Attualmente questo tempo massimo è stabilito in 12 mesi. Alla luce di queste caratteristiche si deduce che il risparmiatore che realizza un investimento in un fondo chiuso possa liquidarlo solo attraverso la vendita delle quote che gli appartengono sul mercato.
- Aperto
Questa è la tipologia più diffusa. In questo caso il patrimonio può variare continuamente sulla base di alcuni parametri, primi fra tutti le nuove sottoscrizioni e il numero di richieste di rimborso dei sottoscrittori.
Per chi vuole saperne di più
Per chi vuole conoscere in dettaglio la normativa in questione vi ricordiamo che questi strumenti finanziari sono regolamentati dal "Regolamento del Ministero del Tesoro n. 228/99", a cui vi rimandiamo per una maggiore consapevolezza sull'argomento. Sul sito del Dipartimento del Tesoro è possibile trovare anche il Pdf ufficiale che non vi possiamo linkare in quanto l'indirizzo, chissà perchè, risulta spesso irrangiungibile! E va beh.
Altre tipologie
Anche se presentano caratteristiche peculiari che li differenziano in modo significativo dal contesto generale, esistono anche altre tipologie che andiamo a riassumere brevemente solo per completezza.
- Speculativi
Sono i cosiddetti Hedge Fund, molto diffusi tra i risparmiatori.
- Fondi di fondi
Sembra un gioco di parole, ma nella sostanza si tratta di prodotti costituiti non da titoli ma da quote di altri prodotti simili. Si contraddistinguono per la notevole tendenza alla diversificazione.
- Index fund
Quì parliamo di una cosa molto tecnica. Brevemente, in questo caso l'obiettivo principale non è di per se una plusvalenza, quanto la replica delle performance del mercato. Il suo vantaggio sta nei costi di gestione, solitamente molto bassi.
- ETF
Nella sostanza gli ETF sono Index fund la cui quotazione avviene sui mercati regolamentati, come l'Amex in America e l'ETFplus in Italia. In questo caso parliamo di uno strumento finanziario in un certo senso bi-fronte, in quanto lo si può considerare sia come fondo comune di investimento che come titolo azionario.
Conclusioni
Insomma, come abbiamo visto il discorso è piuttosto complesso e differenziato. Questa è la ragione per cui molto spesso il risparmiatore si affida a professionisti del settore, la propria banca o operatori finanziari esterni che si rendono le cose più semplici, ma ovviamente tendono a "mangiare" una parte più o meno sostanziosa dell'utile.
La scelta di realizzare e gestire in proprio un investimento di questo tipo è si più impegnativa, e se non si fa attenzione anche più rischiosa, ma certo al momento di tirare le somme e valutare il profitto generato è senza dubbio una scelta che paga.