Crescita impetuosa
Negli ultimi tempi si è assistito ad un vero e proprio boom del settore fondi nel nostro paese. Una crescita veramente esponenziale che, tra l'altro, non ha equivalenti in tutta Europa. Giusto per capire di cosa stiamo parlando, il patrimonio dei fondi disponibili sul mercato nazionale è letteralmente raddoppiato nel giro di pochi anni. Siamo passati dagli 840 miliardi del 2008 ai 1.675 attuali. E parliamo della prima metà dell'anno.
Siamo i primi in Europa
E non è finita quì. I dati disponibili parlano di una vera e propria passione nazionale, piuttosto anomala se pensiamo a quelli che sono sempre stati gli investimenti preferiti nel nostro paese, primo fra tutti il settore immobiliare, la cui crisi, con un continuo calo che va avanti ormai da tempo, non può certo essere considerato estraneo al fenomeno della crescita del risparmio gestito in generale. Basti pensare che solo i flussi degli ultimi 14 mesi, ben 160 miliardi, rappresentano il 15% dell'intera raccolta nel vecchio continente e crescono del 300% rispetto alla media europea. Naturalmente questi numeri attirano sempre di più l'interesse dei protagonisti principali del settore, in particolare i vari asset manager internazionali, che programmano investimenti massicci in Italia.
Le ragioni principali
In effetti, quardando ai migliori rendimenti realizzati negli ultimi 3 anni, si arriva anche al 70%, non è difficile comprendere le ragioni di questo successo, inaspettato ai più, solo fino a qualche anno fa, ma che è strettamente legato alla situazione economica generale. Come abbiamo detto il mattone è crollato, così come i rendimenti sui principali Titoli di Stato, primi fra tutti i Bot, ormai ridotti a cifre che si avvicinano allo zero.
Non è tutto oro
Naturalmente, come sappiamo, quando parliamo di risparmio gestito non possiamo non considerare anche i costi e le varie commissioni che ci tocca pagare. Come abbiamo detto in tanti altri articoli, spesso le spese di gestione mangiano una parte sostanziosa degli utili generati, ed è soprattutto l'investitore poco esperto il soggetto più esposto. Anche perchè quando parliamo di fondi dobbiamo mettere in conto, necessariamente, almeno qualche anno di gestione, quindi un periodo che dal punto di vista del piccolo risparmiatore va considerato lungo. Va da se che, da questo punto di vista, commissioni che possono sembrarci basse, nell'arco dei 12 mesi, se rapportate sull'intero periodo dell'investimeno, rapprensentano un vera e propria cesoia al nostro utile.
Riassumiamo i dati
Prima di approfondire il discorso dei costi, e di vedere quali sono i fondi più interessanti su cui investire, sintetizziamo quella che si può definire una vera e propria escalation del settore nella tabella successiva. Consideriamo che l'ultimo biennio ha rappresentato un periodo molto duro per la nostra economia. Naturalmente i dati sono espressi in miliardi di euro.
| Il risparmio gestito in Italia |
| Anno | Differenza (precedente) | Patrimonio |
| 2008 | -199,8 | 841,5 |
| 2009 | 35 | 949,7 |
| 2010 | 26 | 1.006,8 |
| 2011 | -40,8 | 937,6 |
| 2012 | -11,7 | 1.194,2 |
| 2013 | 62,5 | 1.332,4 |
| 2014 | 133,7 | 1.584,5 |
| 2015 | 29,1 | 1.675,1 |
Costi
E veniamo alle spese che, come detto in precedenza, possono essere il tallone d'Achille del risparmio gestito. In modo sottile, spesso impercettibile a prima vista, soprattutto per l'investitore poco esperto, ma che nell'insieme sono capaci di mangiare una fetta sostanziosa, e in alcuni casi anche decisiva, della torta. Tra commissioni, spese varie e tasse la sorpresa può essere veramente amara, quindi attenzione. Vediamo alcuni esempi.
Il caso Casse Comuni
Negli ultimi 10 anni l'investimento in questo prodotto ha generato un rendimento del 52%, un'ottima performance, non c'è che dire. Ma andando a valutare le varie spese da sostenere, in media, il costo generale si è rivelato essere del 15%, sul totale. Nella sostanza l'utile finale è sceso al 32%. Un bel botto!
Un altro esempio
Se andiamo ad analizzare l'ultimo anno la media del rendimento dell'intero sistema fondi si è rivelato essere un ottimo 9,5%, ma con un costo per le sole commissioni dell'1,5%. E da questo si devono detrarre le tasse, vale a dire il 26%, tranne quella parte del plafond costituita da Titoli di Stato, che come sappiamo pagano il 12,5%. Per avere un'idea più chiara della situazione facciamo un esempio pratico. Vediamo cosa rende un badget di 10.000 euro, valutando naturalmente le spese sulla base delle medie appena viste.
| Investimeno di 10.000 euro |
| Durata (anni) | Rendimento lordo | Costi | Netto |
| 1 | 10.951 | 165 | 10.786 |
| 3 | 12.331 | 534 | 11.797 |
| 5 | 12.939 | 876 | 12.063 |
| 10 | 15.201 | 1.959 | 13.242 |
L'alternativa
Naturalmente, come è facile immaginare, ciò che fa lievitare il costo di gestione è soprattutto il servizio di consulenza, utile, certamente, considerando la complessità del discorso, ma mangia-utile come abbiamo visto. E' chiaro che quì ci addentriamo in un campo difficile e pericoloso per il piccolo risparmiatore. Da un lato c'è l'attrattiva rendimenti elevati, anzi, anche stellari in alcuni casi. Dall'altra c'è la possibilità, nemmeno remota, di perdere tutto, se si fa da soli e non si è accorti, ma soprattutto consapevoli.
La lista dei migliori
Fatta questa premessa, doverosa a dir poco, va detto che l'offerta di prodotti con commissioni scontate anche del 50%, rinunciando naturalmente al servizio di consulenza, è ampia ed interessantissima. In questo caso vedremo una lista esplicativa, con un elenco dei fondi che hanno realizzato le migliori performance nell'ultimo triennio. Va da sè che i rendimenti generati in un periodo non sta scritto da nessuna parte che si debbano ripetere nel periodo successivo! Mostremo il rendimento, lordo, a 1 e 3 anni, espresso in percentuale. Bene, diamo un'occhiata.
- Henderson Horizon - F.A2
21,6/108,0
- JpMorgan Funds - Dynamic A
22,6/102,0
- Lazard Objectif - Alpha A
27,9/99,9
- Rothschild & g.R Conviction - Euro I
15,1/96,7
- JpMorgan Funds - Equity C
25,6/96,0
- Media di categoria
21,0/70,3
- ETF di categoria
24,9/82,4
- MSCI EMU
22,7/69,3