In Europa solo Francoforte, Londra e Parigi
Rbs, Royal Bank of Scotland, sta valutando seriamente l'ipotesi di ridurre le sue attività di investment banking in tutto il mondo, con l'opzione di mantenerle solo nelle piazze continentali più performanti, vale a dire Francoforte, Londra e Parigi.
In effetti, rispetto alle previsioni, i risultati generali sono stati una grande delusione per la banca scozzese, che quindi pensa ad un ritiro strategico dai mercati dove è più impegnata, con forti ripercussioni sul piano occupazionale.
Via dal Bel Paese
In particolare verrà abbandonato il mercato del Nord America, quello del medio Oriente, la Russia, la Spagna e soprattutto l'Italia. Come abbiamo detto le ripercussioni sul piano occupazionale saranno importanti. Si parla di circa 10.000 licenziamenti, ma c'è chi dice addirittura 14.000.
L'intenzione sembra quindi quella di concentrarsi in pochi mercati, in pratica Inghilterra, Germania e Francia, ma anche in questi paesi l'attività di investment banking verrà fortemente ridimensionata.
Pagano anche i sudditi di Sua Maestà
Ma chi pensa che a pagare saranno solo i dipendenti stranieri è sulla strada sbagliata. Il Ceo dell'istituto scozzese, Ross McEwan, sembra seriamente intenzionato a ridimensionare la presenza di Royal Bank of Scotland in un settore che si sta dimostrando ogni giorno più problematico per una banca che, lo ricordiamo, dopo la nazionalizzazione di fatto, appartiene al 73% al contribuente di Sua Maestà. Ed ecco che arriva la notizia del taglio di 448 posti di lavoro, 2/3 dei quali, tra l'altro, verranno spostati in India, esattamente a Gurgaon, vicino Delhi, e Chennai, nel Sud del paese. Allo stesso tempo è stato annunciato un maggior impegno nel settore del risparmio personale sul territorio nazionale britannico. Insomma, un vero e proprio cambio di strategia rispetto a quanto visto negli anni passati.
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Del resto i risultati finanziari dell'istituto, per quote di mercato e profitti, non sono mai stati soddisfacenti, con le equities che nell'anno passato hanno generato profitti per soli 620 milioni di sterline, a fronte di un fatturato di 5 miliardi per quanto riguarda la divisione di investment banking.
Non sorprende quindi la notizia che la banca scozzese stia intraprendendo un percorso di uscita da questo settore, così come da quello dei derivati, del credito e delle operazioni sui tassi.
Insomma, una mezza dismissione che ridurrebbe del 50% la dimensione di Rbs, con una attività limitata solo al mercato del debito e alle compravendite valutarie.