Con la fiducia ma è passato
E alla fine c'è riuscito. Certo, si è reso necessario l'ennesimo voto di fiducia, ma ormai il Decreto Lavoro del Governo Renzi è cosa fatta. Le novità sono diverse, ma in particolare il dl si concentra soprattutto su apprendistato e contratti a termine.
Naturalmente, come non poteva che essere, le decisioni prese hanno suscitato entusiasmi, soprattutto in ambito governativo, e tantissime critiche, con le organizzazioni sindacali che hanno accusato l'Esecutivo di aver messo in piedi un sistema che non farà altro che aumentare la precarietà.
Non la pensano così, ovviamente, gli estensori del Decreto, primo fra tutti il Ministro Poletti. Sarà il tempo a stabilire chi ha ragione. Noi nel frattempo andiamo a dare un'occhiata a quali sono le novità principali, con la speranza che abbiamo ragione coloro che parlano di un provvedimento destinato ad aumentare l'occupazione. Vista la situazione di oggettiva difficoltà del paese, non possiamo che auspicarcelo.
E' bene precisare che le norme decise nel dl non hanno nessuna validità retroattiva.
Contratti a termine
Senza dubbio il contesto su cui si è intervenuti con più decisione e anche quello che ha generato le maggiori discussioni. Viene concessa più flessibilità alle aziende, questo è certo. Se le decisioni prese porteranno ad una maggiore occupazione lo vedremo. Ma quali sono le novità?
- Durata
Non potrà essere superiore a 36 mesi, comprese eventuali proroghe.
- Percentuale ed eventuali sforamenti
Ogni datore di lavoro potrà realizzare massimo il 20 per cento di contratti di questo tipo. Per chi ha fino a 5 dipendenti ne potrà realizzare 1. Coloro assunti con questa formula oltre i limiti percentuali stabiliti per legge diventeranno automaticamente subordinati a tempo indeterminato.
- Proroghe
La cosa ha suscitato un ampio dibattito all'interno stesso del Governo, con Alfano che aveva promesso battaglia, ma alla fine l'hanno spuntata i renziani. Sempre nell'arco massimo di 36 mesi sono possibili fino a 5 proroghe.
Maternità
Un'importante decisione a sostegno e protezione delle donne che mettono al mondo un figlio. Il periodo intercorso per il congedo sarà parte integrante del tempo necessario ad ottenere il diritto all'assunzione definitiva. Viene quindi stabilito un principio importante. La maternità non deve essere punitiva per le donne.
Apprendistato
Eccezion fatta per le decisioni prese da un'eventuale concertazione collettiva viene garantita una retribuzione che aggiunga alle ore effettivamente lavorate almeno il 35% di quelle destinate alla formazione.
Ricerca
In questo caso la normativa prevede che la scadenza di un contratto sia legata alla durata del progetto di ricerca, quindi che si possa sforare sia la durata dei 36 mesi che la percentuale del 20% dei dipendenti. La misura si applica sia agli enti pubblici che a quelli privati.
Sanzioni
Per coloro che superano la percentuale del 20% dei dipendenti assunti a tempo determinato sono previste sanzioni amministrative che vanno dal 2% del valore della retribuzione nel caso di una sola eccedenza, mentre passa al 50% nel caso in cui l'infrazione riguardi più di un dipendente.