Aspettative in crescita
Se ne è parlato poco, nella sostanza, se non per la spinosa questione dei Marò, che ci auguriamo tornino al più presto in Italia, ma le elezioni di maggio in India hanno generato numerose aspettative tra gli analisti, in quanto a fiducia nei confronti dell'altro gigante asiatico. Con questo termine ci si riferisce in genere alla Cina, ma in Asia non esiste solo Pechino. Il quasi miliardo e mezzo di cittadini fa del paese di Gandhi necessariamente uno dei player più importanti del pianeta, in quanto a bacino di consumatori, e quindi non sorprende l'attenzione che è stata riservata alle elezioni che hanno portato alla vittoria il nazionalista Narendra Modi.
I problemi ancora irrisolti
Certo, le problematiche che deve affrontare il nuovo Governo di Nuova Delhi non sono poche. Innanzitutto un esercito di poveri come pochi altri paesi al mondo, e quì parliamo di poveri veri, di gente che letteralmente parlando muore di fame in mezzo alla strada. C'è poi la questione ancora irrisolta della divisione in caste, un problema ancora vivo in India, un notevole livello di corruzione nell'amministrazione pubblica, anche ad altissimo livello politico, la carenza di infrastrutture moderne, lotte etniche e tanto altro. Ma è indubbio che la crescita c'è ed ogni giorno di più il paese si propone come uno dei maggiori protagonisti sullo scenario globale.
Rimane comunque la preoccupazione sempre crescente di problemi irrisolti, sui quali Modi ha nella sostanza vinto le elezioni. Il nuovo Premier in campagna elettorale ha infatti promesso innanzitutto le riforme tanto attese ma mai veramente attuate. Ma soprattutto ha generato molte aspettative positive sulla lotta all'aumento dei prezzi. L'inflazione è infatti uno dei più grandi problemi che gli indiani devono affrontare quotidianamente. Basta guardare uno dei tanti sondaggi realizzati sui problemi maggiormente sentiti nel paese, in questo caso tra i giovani, per capire quali sono le situazioni che preoccupano maggiormente il paese.
- Crescita del costo della vita (25.5)
- Corruzione (21.1)
- Opportunità di lavoro (15.4)
- Sicurezza delle donne (14.3)
- Istruzione (8.9)
- Non so (14.8)
Il sondaggio di Bloomberg
Ed infatti non è un caso se dopo la vittoria di Modi alle elezioni di Maggio l'India è balzata al secondo posto tra i mercati preferiti dagli investitori. Basti pensare che secondo un sondaggio dell'Agenzia americana Bloomberg il 23% degli intervistati ha citato proprio il gigante asiatico come paese su cui puntare.
Per capire la portata del dato basta guardare alla percentuale, sempre nello stesso sondaggio, riservata agli altri Bric, come vengono definite le potenze dei paesi in via di sviluppo, vale a dire Cina, Russi, Brasile e Sudafrica: il 12%. Non è finita. Il 51% degli intervistati si è dimostrato molto ottimista sulle politiche che verranno messe in atto da Modi, contro solo l'11% che ha espresso un giudizio positivo su Dilma Rousseff, appena riconfermata alla guida della più grande economia del Sudamerica.
Più libero mercato
A dimostrazione dell'incremento di fiducia verso Nuova Delhi generato dall'avvento di Modi alla guida del paese basta guardare al boom dell'indice S&P; BSE Sensex della borsa indiana. Un +21% determinato dal fatto che il nuovo capo del Governo è visto come un fautore del libero mercato, in un paese ancora imprigionato in misure restrittive a difesa delle proprie aziende, come ha dimostrato da Governatore dello Stato del Gurajat.
Luci e ombre non mancano
Va detto però che le cose per Modi non sono così facili come si possa credere. Le resistenze ad una maggiore apertura verso gli investimenti stranieri sono tante. L'India è un paese di potentati locali molto forti e con un notevole seguito popolare. Un paese di clientelismi e commistioni tra affari locali e politica molto forti. Al confronto noi italiani, che certo riguardo a questi problemi non siamo secondi a nessuno in occidente, siamo dei bambini. E non c'è solo questo.
L'economia indiana è in crescita certo, ma non è tutto rose e fiori, a partire da una notevole inflazione, come abbiamo detto in precedenza, anche se in calo, ad agosto ha toccato il 7,8% su base annua, e ad un deficit di bilancio che per quanto riguarda l'anno fiscale in corso dovrebbe assestarsi attorno al 4% del Pil.
Insomma, le problematiche non sono poche, ma il potenziale è straordinario e la fiducia degli investitori quest'anno sembra proprio baciare Nuova Delhi, come testimoniato dal calo degli interessi dei bond sovrani. Titoli che comunque rimangono di sicuro interesse. Basti pensare che quelli a 10 anni rendono l'8,4%. Non male. Vedremo come andrà a finire.