Troppi annunci
Mah, a chi scrive il Governo da ormai l'idea di chi va avanti ad annunci, poi puntualmente disattesi. Si parla da troppo tempo di crescita, fase 2, spending review e così via, ma di risultati e azioni concrete fino ad ora se ne sono viste poco.
Comunque la speranza è l'ultima a morire e quindi si prova ad avere fiducia. Nella sostanza l'intenzione, con le nuove misure che si è deciso di mettere in atto, dopo il consiglio dei ministri di ieri, durato 8 ore, è di alimentare la crescita e di trovare le risorse per impattare sulla massa del nostro debito.
Le parole magiche sembrano essere 2: liberalizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico. Parole già sentite? Può darsi, comunque vediamo di dare un'occhiata.
Abbattimento del debito pubblico
Al termine del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi ha rilasciato una nota riassuntiva delle decisioni prese. In questa nota emerge l'intenzione di procedere ad una massiccia dismissione del patrimonio pubblico.
Certo, lo Stato, come tutti sanno, possiede un importante patrimonio immobiliare, ma pensare di valorizzarlo in modo importante e soprattutto veloce, tra l'altro in un momento molto difficile per il mercato, sembra più un utopia che una cosa reale. E poi tanti degli immmobili dello Stato sono rappresentati da palazzi storici e castelli che hanno bisogno di interventi di restauro importanti e sono soggetti a vincoli molto seri. Difficile pensare che possano trovare compratori in questo momento.
Per quanto riguarda le partecipazioni pubbliche i margini di intervento sembrano un po' più concreti ma c'è il problema del controllo delle aziende strategiche e poi molte quote sono state già cedute negli anni precedenti. Pensare di tirar fuori risorse importanti, e per intervenire in modo efficace sullo stock di debito di risorse importanti ne servono veramente tante, sembra poco realistico.
Liberalizzazioni e concorrenza
Nel suo documento programmatico il Governo parla di attuazione pratica delle misure già prese in tema di liberalizzazioni e concorrenza, ma anche di misure da prendere in altri settori, come la sanità, i beni culturali e le poste.
Il problema è che l'Esecutivo ci ha abituati alla classica montagna che partorisce il topolino, un po' come è successo nel caso delle assicurazioni, parliamo ovviamente in particolare dell'RC auto, dove le aziende del settore oppongono, sempre con successo, il loro veto nei confronti di misure che certo verrebbero in aiuto al povero automobilista tartassato, ma tant'è, non c'è niente da fare. Certo le resistenze delle solite lobby nel nostro magnifico Parlamento sono tante, ma anche lo stesso Presidente del Consiglio da l'idea di uno che parte in quarta e poi frena miseramente.
Ha esaurito il suo compito
Dai siamo sinceri. Non c'è niente di concreto. Il solito bla bla bla, con tanto di impegno ad attuare la legge anticorruzione, che tra l'altro è una leggina, ormai come al solito affossata in Parlamento. Di misure concrete nemmeno l'ombra e l'idea di abbattere il debito pubblico con la vendita del patrimonio immobiliare dello Stato è pura fantasia.
A questo punto sorge una domanda. Monti da chiaramente l'idea di aver esaurito il suo compito, concluso sicuramente a metà, mentre la politica italiana appare sempre più distaccata dal paese, completamente presa dalle sue problematiche, e comunque con zero intenzioni di risolvere i veri problemi.
La domanda che sorge spontanea è una sola: cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Perchè la situazione è veramente difficile.