Sta cambiando tutto
Come abbiamo ampiamente spiegato in tante occasioni negli ultimi anni la lotta ai paradisi fiscali si è fatta molto più "convinta" che in precedenza. Senza dubbio l'America di Obama da questo punto di vista è risultata decisiva e i risultati, man mano che passa il tempo, sono sempre più evidenti.
Certo, le resistenze non mancano, a partire ovviamente dalla Svizzera, ma la pressione internazionale si fa ogni giorno più importante, e questo sta portando a risultati concreti.
Sale Hong Kong
Naturalmente un paese come il nostro, dove l'evasione è strutturale ed endemica, non può che trarre vantaggio da questa situazione, anche se va detto che abbattuto un baluardo ne nasce un altro. Il contesto, in fin dei conti, funziona in questo modo. Per esempio, è nota la crescita nel "settore" verso Hong Kong, che sta diventando ogni giorno di più la meta preferita di società offshore e fiduciarie varie.
Cede quello nostrano
L'ultimo ad aver ceduto alle pressioni internazionali, concretizzatesi nella cosiddetta black list, è San Marino, il paradiso fiscale di casa nostra, in un certo senso. Innanzitutto è stata firmata la convenzione con lo Stato italiano che entrerà in vigore il 1° gennaio 2014. Vediamo quali sono le novità principali dell'accordo.
- Finisce la festa
La notizia dispiacerà molti, ovviamente, ma in caso di richiesta di informazioni San Marino non potrà più apporre il segreto bancario. Una svolta epocale, nella sostanza.
- Adesione alle direttive Ocse
L'Ocse ha stabilito alcune direttive da seguire che stabiliscono dei criteri tecnici per lo scambio automatico di informazioni tra gli Stati, che poi saranno naturalmente analizzate, principalmente da sistemi software. San Marino aderisce a queste direttive, quindi l'Agenzia delle Entrate avrà un accesso diretto ai dati che lo staterello dovrà rilasciare.
- Paghi dove lavori
Gli accordi stabiliscono che ad essere privilegiata sarà la sede di direzione effettiva. Insomma, finisce, almeno per quanto riguarda i rapporti con San Marino, il giochino facile facile di lavorare in Italia ma di dichiarare altra residenza fiscale.
Il Titano fuori dalla black list
L'accordo con lo Stato italiano, certo, richiederà un prezzo da pagare, ma porterà anche vantaggi, primo fra tutti l'ingresso di fatto nella white list, vale a dire la lista dei paesi con cui si possono intrattenere normali rapporti interfinanziari.
Situazione in evoluzione ma non è finita
Il cedimento sanmarinese sul caposaldo fino a poco tempo fa intoccabile del segreto bancario fa capire che la pressione internazionale comincia ad ottenere i suoi effetti, anche perchè le difficoltà finanziarie delle principali economie mondiali hanno fatto capire che così non si può continuare.
Certo, questo non deve far pensare che la guerra sia vinta. Oltre ai singoli paesi anche la Comunità Europea è in trattativa con numerosi soggetti per stabilire accordi sullo scambio di informazioni, ma le cose non sono così facili come molti si augurerebbero. A parte i bastioni inamovibili all'interno dell'Europa, vedi la Svizzera, è nel resto del mondo che si annida ormai la fuga di capitali e redditi non dichiarati. E in questo contesto le cose sono molto più difficili da affrontare e risolvere. La strada, comunque, sembra segnata.