La palude
Mentre la nostra politica tratta su come fare un minimo di Governo, perchè l'impressione è che siamo veramente precipitati in una palude da cui difficilmente usciremo in tempi brevi, si avvicinano scadenze che rischiano di affossare in modo definitivo l'economia di milioni di famiglie e di migliaia di imprese, già abbondantemente gravata da tasse di ogni tipo e scopo.
I 2 mesi terribili
Se c'è una cosa che invece va a gonfie e vele quella è proprio la pressione fiscale. E chi pensa che si sia arrivati ad un peso insostenibile non sa cosa lo aspetta a breve. Infatti, proprio all'inizion dell'estate, esattamente nel bimestre giugno-luglio, ci aspetta uno stillicidio di incrementi di tasse già esistenti e arrivi di nuovi tributi che rischia veramente di metterci tutti in ginocchio.
Le scadenze a breve
Riassumiamo un attimo cosa ci aspetta. Proprio nei due mesi in oggetto, come abbiamo detto giugno e luglio, lo Stato dovrebbe incassare, secondo il calcolo delle principali organizzazioni sindacali, circa 11 miliardi e mezzo di acconto Imu, 14 di saldo Irpef, quasi 2 di aumento di un punto dell'Iva, ormai praticamente certo, e infine 4 miliardi circa di acconto della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sull'igiene urbana destinata a diventare uno spauracchio per milioni di famiglie.
Ce n'è per tutti
Se le famiglie verranno ancora maggiormente vessate le imprese e gli autonomi non saranno certo esentati. Un mix, quello tra il naturale, ulteriore, calo dei consumi generato dall'aumento della tassazione sulle famiglie, e ancora costi sul lavoro, che rischia veramente di portarci al collasso. Se poi a questo aggiungiamo l'incertezza politica...
La stangata
Sempre nei 2 soliti mesi che rischiano di diventare un incubo che non verrà facilmente dimenticato, per tutti coloro che sono titolari di un'impresa, dai piccoli imprenditori agli autonomi, è in arrivo una bordata di scadenze veramente micidiale. Oltre alle solite Imu e Tares ci sono l'autoliquidazione Irpef, il pagamento della quota annuale per l'iscrizione alla Camera di Commercio e i versamenti Inps, per stare solo alle scadenze più importanti.
Giusto per capire l'entità della mazzata, la Cgia di Mestre ha calcolato un costo per imprenditori e autonomi di circa 25.000 euro, un'enormità ormai inaccettabile.
I più temuti
Nelle dichiarazioni delle stesse organizzazioni sindacali che hanno analizzato la situazione si legge la profonda preoccupazione per l'entità degli aggravi Irpef e Tares per milioni di famiglie. Questi tributi dipendono in parte anche dalle decisioni delle amministrazioni locali, a loro volta gravate da problematiche di bilancio. Il timore dei sindacati e che alla stangata si possa aggiungere ulteriore mazzata finale, con un effetto sulle disastrate finanze di tanti italiani che potrebbe dimostrarsi fatale.