Retroattività detrazioni 36% e 55% per l'efficienza energetica

Il dubbio

I circa sette milioni di soggetti che hanno usufruito delle detrazioni del 36 e 55% per le ristrutturazioni e il risparmio energetico, e che ancora devono terminare di scontare le rate, in questi giorni sono a dir poco con il fiato sospeso. Perchè?
Perchè il Governo non spiega ancora se il taglio alle detrazioni deciso dalle manovre recenti riguarderà solo le spese sostenute dal 1° ottobre 2012 in poi o varrà anche per quelle sostenute precedentemente a tale data, vale a dire se la nuova misura avrà valore retroattivo o meno.

Tanta confusione

E tutto questo nonostante il 14 settembre il Parlamento abbia varato un ordine del giorno che obbliga alle nuove misure solo per le spese sostenute dal 1° ottobre 2012! Invece mercoledì scorso il sottosegretario all'Economia, Bruno Cesario, ha affermato nel question time alla camera che sarà un decreto del ministero competente, cioè il suo, a decidere come funzionerà il discorso. Insomma tanta confusione e nessuna certezza.

E intanto il settore spera

Ovviamente l'intero settore delle ristrutturazioni legate al risparmio energetico, e non solo, è in attesa di decisioni certe e, si spera, definitive. Del resto ogni volta che nella normativa del caso c'è un dubbio, soprattutto se legato a rimborsi fiscali, il contesto lavorativo subisce un danno. Insomma, uno prima di prendere un impegno, avviando un lavoro di questo tipo, aspetta di conoscere esattamente come stanno le cose. E certo non gli si può dare torto.

Il solito atteggiamento

Tra l'altro se c'è un contesto che sta reggendo, nonostante tutto, è proprio quello delle ristrutturazioni, che tra l'altro occupa un gran numero di persone e rappresenta l'attività principale per centinaia di migliaia di aziende, più o meno grandi. Ma si sa, la nostra politica è affaccendata in altri argomenti, mentre il lavoro agonizza e la disoccupazione aumenta. La speranza è che si faccia chiarezza al più presto, e non che tutto si risolva con la solita tendenza delle nostre istituzioni a chiudere qualsiasi faccenda con la scusa di dover fare cassa per far quadrare i conti.

Disoccupazione e poco credito

A ciò che è stato detto in precedenza va aggiunto che si il settore regge nonostante la crisi, ma i segnali preoccupanti ci sono tutti. E quì non parliamo di un contesto qualsiasi. La disoccupazione ormai impera, tra i giovani, come sappiamo, ma non solo. Per non parlare delle aziende. Il numero di fallimenti è in continua crescita, anche perchè con la stagnazione dei consumi e le misure imposte dalla BCE agli istituti bancari l'accesso al credito si è fatto sempre più difficile.

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