Facebook quotata in borsa

Si parte

E alla fine ce l'ha fatta! Dopo tanto vociferare Facebook, il più grande social network al mondo, ha avviato le pratiche per la quotazione in Borsa, un momento atteso da tanti e che sarà sicuramente uno degli argomenti finanziari al centro dell'attenzione da parte degli analisti, vista l'importanza dell'operazione, almeno delle prossime settimane. Va detto però che non sono pochi coloro che invitano alla prudenza. Ormai, dopo l'euforia dei primi anni, molti ci vanno con i piedi di piombo, quando si tratta di titoli di aziende legate esclusivamente ad Internet. Anche perchè, se la vogliamo dire tutta, Facebook deve ancora dimostrare di saper fare utili importanti, come ci si aspetta in questi casi. Certo, le potenzialità, visto il bacino di utenti ormai vicino al miliardo di unità, è strepitoso. Questo va detto.

Caratteristiche generali

L'operazione verrà gestita da Morgan Stanley. L'Ipo, l'offerta pubblica iniziale, è di 5 miliardi di dollari e non 10 come si vociferava negli ultimi giorni, e la quotazione è presso la Sec.
Per quanto riguarda i titoli legati ad Internet si tratta dell'Ipo più grande di sempre, quella di Google fu di 1,92 miliardi di dollari, e dovrebbe portare ad un valore complessivo del social network vicino ai 100 miliardi, con un'offerta del titolo tra i 34 e i 40 dollari. Insomma, parliamo di un'operazione importante, con in gioco cifre veramente stellari ma che, come abbiamo detto, presenta i suoi rischi e genera, almeno da parte di alcuni, molte perplessità. Così come, va detto, entusiasmo da parte di altri. Chi ha ragione lo dirà il mercato e il tempo.

Morgan Stanley e co

Ovviamente la quotazione non sarà immediata. I documenti verranno ora analizzati dalla Sec e le azioni dovrebbero essere sul mercato nel mese di maggio.
Con questa operazione Morgan Stanley si consolida come vettore leader nella collocazione di titoli tecnologici ed assieme agli altri operatori coinvolti, vale a dire Goldman Sachs, Bank of America-Merrill Lynch, JPMorgan e Barclays, dovrebbe raccogliere "fee" per circa 500 milioni di dollari. Naturalmente i toni che hanno accompagnato in questi ultimi giorni la presentazione dell'operazione, sono entusiastici e a dir poco euforici. Ma lo sappiamo, fa parte del gioco.

Un'economia più forte da un mondo più connesso

Nella tradizionale lettera associata al prospetto informativo dell'Ipo, Mark Zuckerberg ha affermato di voler contribuire ad un'economia più solida grazie alla connessione in tempo reale tra persone ed affari.
Per il momento il social, grazie a più di 900 milioni di utenti iscritti, realizza i suoi introiti prevalentemente dalla pubblicità. Ricavi che nel 2011 hanno raggiunto la cifra di 3,71 miliardi di dollari, con un utile netto di 668 milioni e un notevole incremento del 79,5% su base annua.

I dubbi

Numeri importanti e che fanno capire il potenziale di Facebook nel settore dell'advertising e in generale nella vendita di prodotti e servizi su Internet. Il dubbio di molti però, non è tanto sulla capacità della creatura di Zuckerberg di fare utili nel breve termine, ma di reggere alla prova del passare del tempo, ed ovviamente alla natura "volatile" di Internet e dei titoli a quest'ultimo collegati.
Insomma, quello che oggi va fortissimo e gestisce, nei fatti, un monopolio, domani potrebbe essere superato, ridimensionato o anche cancellato del tutto da altro. Da un nuovo giochino che appassiona gli utenti. Questo è il grande dubbio di tanti.

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