Ormai è guerra aperta
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una continua iniziativa delle maggiori economie, che fino a qualche tempo fa si definivano "in via di sviluppo", soprattutto asiatiche, volta a sganciarsi dalla superpotenza americana. Un'iniziativa fatta di tanti contesti diversi ma, come è ovvio, mirata soprattutto a liberarsi dalla dipendenza dal dollaro. Operazione, va detto, più facile a dirsi che a farsi.
Con il passare degli anni però le cose per la moneta verde si sono fatte sempre più difficili. Oltre alla crescita impetuosa di altre realtà economiche mondiali, prima fra tutte, naturalmente, quella cinese, la competizione con l'euro e la crisi finanziaria degli Stati Uniti, ormai in via di risoluzione, hanno contribuito ad indebolire la valuta americana, ed hanno reso relativamente più facile il lavoro delle controparti.
Trattative tra Russia e India
E' notizia di qualche giorno fa. Russia e India hanno deciso di avviare una serie di colloqui per arrivare ad un risultato: regolare gli scambi commerciali non più in dollari ma in valute locali. Certo, la sensazione che la cosa voglia essere perlopiù una sorta di ripicca di Putin nei confronti degli americani per le sanzioni conseguenti alla situazione ucraina è forte, e ci si chiede se possa portare a qualcosa di concreto.
Gestire i rapporti commerciali non utilizzando una divisa standard, quindi punto di riferimento equo, lo definiremmo così, per entrambi, ma valute locali, soggette a variazione indipendenti l'una dall'altra, è cosa più facile a dirsi che a farsi!
La commissione di lavoro intergovernativa
Comunque, fatte le dovute premesse, veniamo ai fatti. Recentemente c'è stata una riunione della commissione inter-governativa russo-indiana per il libero commercio, l'innovazione scientifica e la collaborazione culturale.
Durante quest'evento si sono incontrati i direttori generali delle rispettive banche centrali, vale a dire KV Yudaeva e G.Padmanabhan. Con l'obiettivo di scavalcare la moneta americana è stata decisa la creazione di un'unità di lavoro volta a risolvere le problematiche che necessariamente si genereranno nel momento in cui i rapporti commerciali non verranno più gestiti in dollari ma nelle valute locali. Il tutto con la collaborazione dei rispettivi Ministeri e relativi dipartimenti.
La situazione attuale
L'accordo, anche se ancora in fase embrionale, di cui sopra, non è certo un caso isolato. Va registrato anche l'attivismo della Cina, anche lei impegnata a creare alleanze in questo senso, della Turchia, sempre più potenza economica in forte crescita, con Erdogan che ha addirittura affermato di non rivolgere più la parola ad Obama, oppure, giusto per dirne una, Hong Kong, che minaccia la fine del cambio fisso, vale a dire che il suo dollaro potrebbe essere lasciato libero di oscillare contro quello USA. E poi c'è anche l'Iran, con cui Putin ha stipulato un accordo per importare petrolio da Teheran in cambio di beni alimentari e industriali. L'obiettivo principale è, in questo caso, superare l'embargo imposto all'Iran dall'occidente per la questione del nucleare. Insomma, l'attacco è concentrico, un vero e proprio tentativo di boicottaggio, anche se la superpotenza americana è ancora in piedi e le sue armi, va detto, non si possono ancora definire spuntate.
Quasi metà della popolazione mondiale
Il problema però, per Obama, non è di poco conto. Bastano pochi numeri. Solo considerando i tre principali protagonisti di questo fronte, Russia, Cina e India, si superano abbondantemente i 2,5 miliardi di abitanti, vale a dire quasi il 40% della popolazione mondiale, e un Pil di circa 14.000 miliardi di dollari. Insomma, un bel botto. Soprattutto se consideriamo il fatto che man mano che passa il tempo a questi tre player principali se ne continuano ad aggiungere altri, più o meno grandi.
Putin in difficoltà
Del resto Putin, stretto tra difficoltà economiche interne, dovute per lo più alla mancata diversificazione dell'economia di Mosca, totalmente dipendente dal petrolio, e le sanzioni per la questione ucraina, che il loro peso lo fanno sentire eccome, ha senza dubbio bisogno di oltrepassare la finanza americana.
Ma certo non è così semplice. Anche perchè le cose per Mosca si fanno sempre più difficili. Basti pensare al crollo del prezzo del greggio a cui ormai assistiamo da mesi.
La corsa all'oro
Un altro dato che testimonia l'esistenza di un vero progetto in corso è una vera e propria corsa all'oro, la possiamo chiamare così. Sono soprattutto Cina e Russia che, secondo le notizie che filtrano, stanno facendo incetta di metallo giallo, con Pechino che, secondo alcuni, è sul punto di superare anche l'America, in quanto a riserve aurifere. L'obiettivo, ovviamente, è di dare più credibilità alle valute nazionali, vale a dire rublo e yuan. Insomma, le cose si muovono.