Obiettivo bollette
Si tratta ancora di indiscrezioni, quindi niente di definitivo, ma sembra che l'intenzione del Governo Monti sia di ridurre il totale degli incentivi destinati al fotovoltaico. Certo, il prezzo dei pannelli è in continua discesa, ma sembra che l'intenzione di ridurre i contributi al settore, che vengono sostenuti da tutti noi nelle bollette, sia per lo più legato all'esigenza di contrastare un po' il notevole incremento del prezzo dell'elettricità, che nei prossimi due mesi dovrebbe toccare un +9,8%, un'enormità. E non sembra essere questa l'unica ragione, come riportiamo al termine dell'articolo.
Parte il 1° luglio
Comunque, il quinto Conto energia, il cui avvio è previsto il 1° luglio, dovrebbe portare a 500 milioni all'anno la quota totale di incentivo per il fotovoltaico. Ricordiamo che il precedente sistema metteva a disposizione 810 milioni per gli impianti di grosse dimensioni e non poneva nessun limite di budget per quelli piccoli.
Ovviamente la cosa già fa discutere aziende, associazioni del settore e ambientalisti ed anche per questo il Ministro dell'Ambiente Clini ha precisato che in effetti la diminuzione era già prevista in un precedente decreto legge, anche se questo non ha per niente contribuito a calmare le polemiche che già si stanno scatenando e che, c'è da giurarci, proseguiranno fino alla definizione finale delle nuove regole.
Si punta all'integrazione
Il Ministro Clini non si è limitato a spiegare le ragioni riguardo il taglio del bonus, ma ha anticipato anche una serie di indicazioni che saranno contenute nel pacchetto che ci si appresta a varare. Il Particolare Clini ha espresso la volontà di puntare ad un sistema che promuova l'integrazione tra solare ed efficienza, spingendo soprattutto alla realizzazione di impianti di dimensioni contenute nelle abitazioni private e nelle imprese.
Il Ministro ha quindi espresso la sua convinzione sul fatto che questo indirizzo del quinto Conto energia, unito al credito di imposta del 55% e al successo del Fondo di Kyoto, contribuirà in maniera determinante all'innovazione tecnologica del settore nel nostro paese, aggiungiamo noi, ancora troppo dipendente dall'estero per quanto riguarda la componentistica.
I soliti noti non gradiscono
Facciamo però qualche considerazione che va al di la delle affermazioni generiche rilasciate.
Come dimostrato dai dati siamo in assoluto uno dei paesi al mondo con il più ampio sviluppo del solare, soprattutto. Bella notizia e non solo per ragioni ambientali. Questo dato non può che alleviare la storica dipendenza del nostro paese dalle fonti di approvvigionamento estere, oltre che metterci più soldi in tasca, cosa che di questi tempi non è male. Si aggiunga poi il vantaggio non indifferente della creazione di tanti posti di lavoro, anche questo vantaggio non è male. Dovremmo essere tutti contenti, giusto?
Ebbene, la risposta è no! C'è un soggetto che proprio non è felice: chi ha investito sulla produzione da fonti tradizionali, vale a dire gas, petrolio e carbone. E già! Il successo delle rinnovabili sta creando problemi di ricavi adeguati ai player tradizionali, che non lavorano più a pieno regime come un tempo. Ci guadagniamo tutti, tranne loro.
Qualcuno, conoscendo questi dati, si chiederà, riguardo la diminuzione degli incentivi: vuoi vedere che, come nel caso delle banche, vincono loro? Vuoi vedere che si taglia perchè la cosa da fastidio alle aziende del settore, che sono tutti pezzi grossi?
A voi l'ardua, ma nemmeno tanta, sentenza.