Calano ancora i prestiti
Continua inesorabilmente la difficoltà del nostro sistema bancario di alimentare il credito, come ampiamente dimostrato dai dati relativi al mese di gennaio. Dati che parlano di un ulteriore calo, l'andamento decrescente va avanti da tempo, soprattutto nei confronti delle imprese, con tutte le conseguenze del caso che possiamo facilmente immaginare.
I dati individuano una situazione di oggettiva difficoltà, con i finanziamenti ai privati che diminuiscono dell'1,6% annuo, mentre quelli alle aziende del 2,8% annuo. Numeri che parlano da soli e che non fanno che aggavare una situazione economica già oggettivamente deficitaria e a cui non si vede contrapporre nessuna soluzione.
Lo Stato indebitato con tutti
La questione imprese poi risulta a dir poco drammatica. Oltre alle tante difficoltà, aggravate da un continuo calo dei consumi, si aggiunge il problema del mancato pagamento da parte delle amministrazioni locali e dello Stato, cosa che sta generando un dramma nel dramma. Sono tanti infatti coloro che chiudono proprio perchè non riescono ad intascare i crediti che vantano per lavori effettuati nel settore pubblico, tanto che anche il Presidente della Repubblica si è espresso più volte invitando a trovare una soluzione al problema.
Cresce
Ma come spesso accade quando si parla di finanza, se uno muore l'altro prospera, e questa regola, che possiamo definire generale, viene confermata da alcuni titoli del risparmio gestito che, proprio nell'anno passato, a dir poco difficile per la nostra economia, hanno riscontrato una fiducia anche notevolissima da parte degli investitori. Cresce l'interesse degli italiani verso conti deposito, fondi comuni ed altri prodotti che solo fino a poco tempo fa faticavano e non poco a trovare consensi.
I numeri parlano da soli
Basta dare un'occhiata ad alcuni dei titoli di Piazza Affari che nel corso dello scorso anno hanno conosciuto un vero e proprio boom.
Innanzitutto Azimut, con uno strepitoso +77%, di cui circa un terzo solo negli ultimi 3 mesi, poi Banca Generali, con un +45% e infine Mediolanum, che ha visto le sue azioni crescere del 7% solo nell'ultimo trimestre registrando un ottimo incremento annuo del 21%.
Il mostro sacro segna il passo
Insomma, si conferma la tendenza in atto già da un bel po' di tempo. Più le difficoltà della nostra economia crescono, più gli italiani tendono a spostare i loro investimenti verso il risparmio gestito. Questa tendenza è generata soprattutto da 2 fattori: da un lato le banche tendono a capitalizzare, per cui a fronte di un notevole braccino corto nei confronti del credito, reso sempre più rischioso dall'aumento della disoccupazione e dalla continua chiusura di imprese che proprio non ce la fanno, preferiscono puntare ad attrarre il cliente con interessi allettanti sui prodotti finanziari, dall'altro il continuo aumento delle tasse sulla casa, e la difficoltà a trovare un mutuo, mettono in dubbio quello che è sempre stato un vero e proprio "must" italiano, il settore immobiliare. Insomma, la situazione contingente attacca la grande passione italica: il mattone.