Referendum in Svizzera sull'oro - Cosa succede se vincono i si

Scelgono i cittadini

I nostri cari amici elvetici, definiamoli in questo modo, sono il paese dei referendum. I cittadini decidono direttamente, in tante occasioni, quello che va fatto o meno. A qualcuno questo modo di operare potrà piacere, ad altri no.
A parere di chi scrive non si può che ottenere il risultato di scelte spesso demagogiche e populiste, al netto ovviamente dello scadimento della nostra favolosa classe dirigente, che naturalmente fa venire la voglia di dire "decido io".
Detto questo però, prendiamo atto che le cose in Svizzera funzionano in questo modo e soprattutto che fra un po', esattamente il prossimo 30 novembre, i cittadini del paese degli orologi a cucù :) prenderanno una decisione importante e che potrebbe impattare in modo significativo sulla quotazione dell'amato metallo giallo.

L'obiettivo

La decisione che i cittadini elvetici dovranno prendere riguarderà un quesito che si spiega da solo. La proposta di referendum ha infatti un nome molto esplicativo: "Salviamo il nostro oro". Vedremo in dettaglio quali sono i punti fondamentali del discorso, ma è certo che se passeranno i si potrebbe prospettarsi un incremento significativo della quotazione del metallo giallo, spinto da una massa di acquisti, si parla di 1.600 tonnellate, a cui la banca centrale svizzera, la SNB, potrebbe essere obbligata.

Le previsioni

Secondo gli ultimi sondaggi allo stato attuale il 45% dei cittadini sarebbe intenzionato a votare si a tutti i quesiti, il 39% non è daccordo e il 16%, che quindi risulta decisivo, non ha ancora deciso da che parte stare. Una situazione ancora frammentata e che dimostra come il tema sia dibattuto più di quanto si possa credere. Pensare infatti che una scelta di questo tipo possa essere ridotta semplicemente ad una questione di patriottismo affettivo è un grosso errore. La Svizzera è il paese delle banche e una decisione del genere genererebbe tutta una serie di conseguenze non sempre piacevoli per il nostro fantastico vicino, il quale tra l'altro vuole salvare quello che noi stiamo perdendo, visto che numerose indagini della Guardia di Finanza dimostrano come ci sia un continuo flusso di oro che dal nostro paese vola in Svizzera. Ma questo è un altro discorso.

Le proposte

I quesiti che verranno proposti ai cittadini sono fondamentalmente tre. Vediamoli in dettaglio.

  • Obbligo della SNB a detenere un quantitativo di oro pari almeno al 20% delle riserve nazionali in una arco di tempo massimo di 5 anni.
  • Il rimpatrio di tutte le riserve attualmente depositate al di fuori dei confini svizzeri.
  • Divieto per la Banca centrale di vendere oro.

Se consideriamo che ad oggi la SNB detiene riserve che rappresentano circa l'8% del totale capiamo come se passasse il referendum la stessa si vedrebbe costretta ad acquistare circa 1.600 tonnellate di metallo giallo, come abbiamo detto all'inizio, una quantità enorme che non potrebbe non impattare sulla quotazione sul mercato. 1.600 tonnellate di lingotti sono veramente tanti. Il balzo in avanti sarebbe automatico già solo per l'immediata attivazione degli speculatori ad una notizia del genere.

La quotazione potrebbe esplodere se passeranno i quesiti proposti

I contrari

Come detto precedentemente non tutti sono daccordo, e tra questi c'è anche il Governo di Berna. La prima osservazione che viene fatta, ed è fondamentalmente la più importante, è che se alla Schweizerische National Bank venisse nella sostanza impedito per legge di operare in oro, trasformandola semplicemente nel più grande deposito nazionale, la stessa perderebbe credibilità ad operare in ambito monetario, in quanto perderebbe buona parte della capacità di manovrare efficacemente sui tassi di scambio.
In effetti, come abbiamo spiegato precedentemente in numerosi articoli, la Svizzera ha un problema di notevole portata, quello dell'eccessivo rafforzamente del Franco, che danneggia ovviamente le esportazioni e quindi le industrie nazionali. Se, in seguito alla vittoria del si al referendum, non potesse più vendere oro la banca centrale sarebbe costretta a limitare l'acquisto massiccio di valute straniere, uno degli strumenti principali per rivalutare valute estere svalutando di conseguenza la propria, in quanto a quel punto le riserve aurifere scenderebbero sotto il 20% del totale delle riserve nazionali, violando quindi il vincolo e andando contro la legge.

Pericolo Franco

Insomma, il risultato del referendum, in definitiva, potrebbe impattare non solo sul mercato aurifero, parliamo sia di quotazione del valore che di disponibilità fisica, ma anche, e molto, sul valore del Franco svizzero, e questa non è una cosa da poco. Al di la di chi specula, o investe, sui cambi monetari, non sono certo poche le obbligazioni nella valuta elvetica sul mercato. La vittoria del si potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione, ma nemmeno tanto piccola, e portare ad un terremoto finanziario non da poco le cui conseguenze non sono facilmente valutabili.

La decisione che prenderanno i cittadini svizzeri potrebbe influenzare anche il valore della loro moneta

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