Attaccato ma forte
Problemi finanziari e speculazioni di ogni tipo hanno si sferrato un attacco senza precedenti all'Euro, ma non sono riusciti ad indebolirlo. Ma quali sono le ragioni per cui il nostro, nonostante numerosi tentativi di indebolirlo, riesce invece a resistere ed anzi, sembra quasi ricevere linfa vitale da chi cerca di creargli problemi?
Il caso giapponese
E' di poche settimane fa la dura presa di posizione del Governo tedesco contro il paese del sol levante. La banca centrale giapponese è stata accusata infatti di fare una politica scorretta e non a torto. Stampa Yen da un lato, inflazionando la propria valuta di conseguenza, ed usa poi una parte sostanziosa di quanto prodotto per comprare Euro, generando automaticamente una ulteriore apprezzamento della nostra moneta. L'effetto finale cercato è ovviamente quello di rafforzare le proprie esportazioni, da quì la protesta tedesca, sacrosanta diciamolo subito.
Gli altri non sono da meno
Anche Stati Uniti e Cina non è che scherzano in quanto a politiche di svalutazione, tutte sempre con un obiettivo comune: l'Euro. Insomma, stiamo diventando il classico vaso di coccio messo sempre in mezzo, cosa che dovrebbe far riflettere le autorità comunitarie preposte sulla necessità di introdurre strumenti che appaiono sempre più necessari per contrastare politiche di questo tipo che alla fine danneggiano tutti quanti noi.
L'austerity fa la sua parte
Ma non ci sono solo le politiche speculative degli altri. Un contributo importante viene senza dubbio anche dalle politiche seguite dalla BCE sulla spinta soprattutto della Germania, le cosiddette misure di austerity, che a fronte di numerose problematiche sociali stanno creando un avanzo primario in numerosi paesi del continente, a partire dal nostro.
Le banche restituiscono il prestito
Contribuisce alla forza della moneta unica anche il fatto che alcuni istituti bancari cominciano a restituire una parte sostanziosa del prestito ricevuto circa un anno fa proprio dalla Banca Centrale per evitare il cosiddetto Credit Crunch, vale a dire la stretta del credito. Misura che, almeno nel nostro paese non ha avuto gli effetti sperati, visto che la difficoltà di imprese e famiglie di accedere al credito si fa ogni giorno sempre più difficile.
Nessuna novità
Attualmente la moneta unica vale circa 1,35 su quella statunitense. Una risalita importante ma, come sottolineato da diversi analisti, in effetti una sorta di "ritorno alle origini", visto che dal 2004 ad oggi, a parte l'ultimo sfavorevole periodo, il valore medio è stato molto simile a quello attuale. Nessuna sorpresa quindi, semplicemente un ristabilirsi dell'ordine naturale delle cose.
La valvola di sfogo secondo Draghi
Ma allora, conviene in questo momento vendere Euro e comprare Dollari o Yen?
La verità è che la risposta a questa domanda tutto è tranne che facile. Certo, non sono pochi coloro che chiedono misure mirate a calmierare il valore della nostra valuta rispetto a quella di paesi fortemente esportatori, ma a questo proposito vanno analizzate attentamente le parole di Draghi, il quale ha parlato di forza dell'Euro come "valvola di sfogo" della crisi. Nella sostanza motivo di fiducia dei mercati nei nostri confronti, intendiamo verso tutto il continente, e questo fattore contrasta le preoccupazioni sulla tenuta del debito dei tanti paesi in difficoltà, tra cui noi, ovviamente. Da questo punto di vista, quindi, le prospettive, almeno a breve e medio termine, possono portare alla convinzione che da parte della BCE non ci sia l'intenzione di intervenire al riguardo, considerazione che non può che portarci a considerare la cosa destinata a durare e forse anche ad aumentare.
Attenzione ai tassi di interesse
Allo stesso tempo, però, potrebbero essere introdotte anche misure sui tassi di interesse, questo lo pensa più di qualche analista, portando per esempio il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale allo 0,5%, applicando quindi un taglio dello 0,25% rispetto al valore attuale, e magari ci potrebbe essere anche un negativo del tasso di remunerazione sui depositi, attualmente fissato a zero.
Forse prematuro
Insomma, se diamo un'occhiata alla situazione generale, a dir poco complessa, l'investimento in dollari o yen presenta senza dubbio alcuni elementi di interesse, ma anche tanti punti oscuri.
Una risposta sicura alla domanda sul cosa fare in questo momento, diciamo la verità, la potrebbe dare solo Nostradamus, ma la sensazione è che se si vuole un po' diversificare un piccolo acquisto si può anche fare, ma se si intende puntare al colpo grosso, meglio aspettare un po' e vedere come evolvono le cose.