Il diffidente
Che il rapporto tra gli italiani e l'investimento in strumenti finanziari non sia mai stato straordinario lo sanno anche le pietre. Storicamente al nostro connazionale piace il mattone, e anche tanto. Il problema per il soggetto in questione è che la sua passione per l'immobile la conosce anche lo Stato, che certo non si fa mancare niente, e quindi giù tasse a valanga! Il risultato, sommando anche la crescente diffidenza delle banche alla concessione di mutui, è il crollo del mercato immobiliare, sceso ormai ai minimi storici.
L'anomalia
Di fronte a questo ci si aspetterebbe, secondo logica, uno spostamento verso titoli, azioni e simili, come accade in tutti i paesi normali al mondo. Ma noi non siamo normali, questo è risaputo, e quindi niente, il nostro concittadino, come vedremo, non ne vuole sapere! Eppure di gente che ha risorse a disposizione ce n'è, eccome.
Ma allora, dove li mette i soldi il furbastro in questione?
Sotto il materasso
La risposta, per quanto assurda, l'ha data la puntata di ieri sera di Ballarò. C'è una vera e propria esplosione di investimenti in oro, pietre preziose e opere d'arte, insomma, i cosiddetti beni rifugio. Del resto la cosa ha una sua logica, siamo sinceri. Di fronte alle difficoltà crescenti dell'economia nazionale, il blocco della politica e le minacce di prelievi dai conti bancari a mo di Cipro, l'italiano fa quello che fa da sempre. Accumula quello che certamente non rischia di svanire di colpo e lo mette sotto il materasso. Si, proprio così.
Tutto nascosto
Sembra infatti che ci sia un boom della vendita di cassaforti. Avete capito bene. Il nostro connazionale ormai non si fida più nemmeno delle banche, compresa quella di fiducia. Compra oro, diamanti e altri beni preziosi e se li nasconde in casa! Sotto il materasso, appunto. Diciamo la verità. Uno ci può anche scherzare sopra, ma il furbastro le sue ragioni ad essere diffidente di tutto e di tutti ce l'ha pure, visto l'aria che tira.
Inoltre, va detto, se siamo ancora in piedi lo dobbiamo proprio alla tendenza, che si può definire millenaria, ad accumulare e nascondere da qualche parte. Altrimenti a quest'ora saremmo crollati, questo è sicuro.
Meno Btp e obbligazioni
Comunque sia negli ultimi anni c'è stata una vera e propria fuga dalla finanza pura. Nel dettaglio si è registrato un -36%, con una diminuzione di Btp, obbligazioni e titoli vari di ben 715 miliardi. Come vediamo un crollo.
I dettagli
Andando a guardare bene i numeri parlano da soli. Diamo uno sguardo ai dati per capire come la finanza italiana sia ormai, un po' come l'economia nazionale, in una fase profondamente recessiva ormai da tempo.
- Azioni italiane
L'interesse verso azioni di aziende nazionali ha registrato nel biennio in questione un vistosissimo calo del 63%, passando da 279,6 miliardi a 101,5. Come vediamo un vero e proprio tonfo.
- Titoli di Stato
A dimostrazione di un clima di sfiducia generale c'è il netto calo anche di titoli di Stato, generalmente sempre amati dai risparmiatori nazionali. In particolare l'investimento in Btp e Bot è passato da 431,9 miliardi a 265,4, con una diminuzione quindi del 38,5%.
- Obbligazioni bancarie
Anche in questo caso, l'Apocalisse. Un calo di ben il 37%. In dettaglio si è passati da 759 a 478 miliardi.
- Bond Corporate
Quì siamo a -40%, da 42 a 25 miliardi. Altro salasso.
- Azioni estere
A dimostrazione che il crollo degli investimenti in strumenti finanziari non dipende di per se solo da preoccupazioni legate alla nostra economia, ma da una sfiducia generalizzata verso il settore, c'è la forte contrazione dell'aquisto anche di azioni estere, con un vero e proprio dimezzamento, così come l'acquisto di titoli di Stato esteri, diminuiti del 44%.
La controtendenza
Ne abbiamo già parlato in articoli precedenti. L'unico settore dove si registra un aumento, anche se molto lieve, è quello dei fondi comuni, Sicav e simili. In questo caso la raccolta è leggermente aumentata.