Soldi ad aziende e start-up che fanno innovazione

La sfida più importante

Vedremo se agli annunci seguiranno i fatti, ma fa piacere sapere che all'interno del nostro sistema bancario c'è consapevolezza di quanto sia importante la sfida dell'innovazione. Sfida che stiamo perdendo, nonostante un capitale umano di primissimo ordine ma che troppo spesso ormai va a creare ricchezza all'estero, visto che quì parliamo di brevetti e industria.
Non è un segreto infatti la difficoltà nel nostro paese per i giovani che vogliono realizzare sviluppo tecnologico, vista l'impossibilità molto spesso di accedere al credito, necessario per la realizzazione di un progetto di qualsiasi tipo.

Almeno qualcuno investe

E' stata accolta con piacere, quindi, la notizia che uno degli istituti bancari più importanti del nostro paese, Unicredit, ha deciso di avviare una politica di prestiti per le imprese e le start-up che fanno o che hanno voglia di fare innovazione, senza dubbio la strada migliore per far uscire l'Italia da una recessione ormai conclamata e che comincia ad assumere dimensioni preoccupanti.

La formazione

E' importante sottolineare come quella di Unicredit sia una vera e propria strategia a lungo termine mirata non solo al sostegno economico, ma estesa alla formazione, fattore di per se decisivo, ma che da noi presenta numerose difficoltà.
Non è un segreto infatti che oltre ad una altissima disoccupazione giovanile ci sia un ricambio generazionale all'interno delle aziende nettamente inferiore a quello delle economie più avanzate al mondo. Una cosa che va assolutamente risolta se si vuole essere all'altezza delle sfide che la modernità e la globalizzazione ci impongono.

I due obiettivi da raggiungere

Fatte queste premesse passiamo al progetto, che si pone due obiettivi ben precisi da raggiungere mediante una politica mirata di finanziamenti alle imprese e ai giovani che vogliono mettere su un'attività in proprio.

12 miliardi

Il primo dei due obiettivi è di sostenere progetti, nei prossimi due anni, con un fondo di 12 miliardi, non certo con il metodo "a pioggia", che non ha mai portato risultati positivi, ma secondo un sistema basato su una sorta di rating delle imprese.

Anche soluzioni ad hoc

L'altro obiettivo è quello di sostenere lo sviluppo di start-up, con 2 miliardi di prestiti, con un sistema mirato ad applicare dei tassi di interesse che non sono quelli di mercato, ma legati alle aspettative di reddito.

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