Arrivano le precisazioni
Manca poco alla data del 18 giugno, vale a dire al pagamento della prima rata dell'Imu e, dopo le tante critiche che si stanno moltiplicando verso il Governo, il Ministero del Tesoro rilascia dei dati che vogliono tranquillizzare sul pagamento di questa tassa. Dati che dimostrano come sia in effetti meno impegnativa di quanto si dice ma che potrebbero essere solo parziali, visto che il valore effettivo potrebbe aumentare a fine anno. Inoltre i dati rilasciati dal Ministero sono realizzati applicando un'aliquota del 4 per mille, mentre già diversi comuni hanno dichiarato che ne applicheranno una maggiore, eventualmente anche oltre il 5.
Si equivalgono
I dati rilasciati dal sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani dimostrano come il 30% dei proprietari di prime case sarà esente dal pagamento, mentre il 70% verserà circa 200 euro, ovviamente in media. In effetti, se si guarda ai dati dichiarati da Ceriani, il valore dell'Imu è assolutamente equiparabile a quello della vecchia tassa sulla casa, vale a dire l'Ici. Ricordiamo che proprio pochi giorni fa Monti ha criticato la scelta di Berlusconi di eliminarla, sostenendo che questa decisione è stata presa senza valutarne le conseguenze. In pratica che non potevamo permettercelo.
Comunque, guardando le tabelle ci si rende conto del fatto che tra le due imposte non ci sono differenze sostanziali. Anzi, in molte situazioni, applicando la stessa aliquota, vale a dire il 4 per mille, e considerando le detrazioni possibili, con l'aggiunta della rendita catastale del 60 per cento, il valore del vecchio tributo supera quello che lo stesso proprietario pagherà da ora in poi.
Famiglie con figli
Si prevede una detrazione di 50 euro a pargolo. Facciamo un esempio.
Per una famiglia con due figli a carico, quindi con il diritto ad una detrazione totale di 300 euro, che vive in un'abitazione con rendita catastale di 500 euro, il guadagno garantito dall'Imu, rispetto a quanto questa famiglia avrebbe pagato con la vecchia Ici nel 2012, è di circa 70 euro.
Se poi la rendita è ancora minore, quindi per abitazioni più modeste, e con 4 figli, l'imposta si azzera completamente.
Pagano di più le prime case di maggior pregio
Si può notare anche la diversa distribuzione, con le abitazioni di maggior pregio che verranno a pagare molto più che in precedenza. Per esempio, un'immobile con rendita catastale di 2.000 euro, quindi un appartamento di pregio situato in un quartiere residenziale, vedrà un maggior aggravio di circa 400 euro, ovviamente senza considerare le detrazioni.
Insomma, l'Imu, secondo l'Esecutivo, non incide in modo particolare nel bilancio delle famiglie meno abbienti, mentre è maggiormente distribuita verso chi ha di più, abitando in una casa di maggior pregio.
L'aliquota potrebbe aumentare a fine anno
Come abbiamo detto però l'importo totale potrebbe risultare, alla fine dell'anno, più pesante di quanto pronosticato. I conti del Governo sono stati realizzati infatti tenendo conto dell'aliquota al 4 per mille, ma molti comuni potrebbero decidere di aumentarla fino al 5, e anche oltre. Inoltre, se lo Stato non dovesse realizzare il gettito previsto, circa 21 miliardi, potrebbe anche aumentare l'aliquota base e questo sposterebbe ancora più in alto l'asticella.
Certo, sembra difficile che si possa aumentare ancora di più il valore di una tassa che sta suscitando discussioni di ogni genere in tutto il paese, ma le esigenze di bilancio potrebbero anche portare ad una soluzione di questo tipo.