Una ricerca prevede 44.000 assunzioni di giovani a breve

Ci sono anche buone notizie

Buone notizie sul fronte dell'occupazione giovanile. L'istituto di ricerche Datagiovani di Padova stima che nei prossimi mesi in vari settori della nostra economia verranno creati circa 44.000 nuovi posti di lavoro, e non si tratta di contratti stagionali, anche se come vedremo parliamo di attività legate soprattutto al terziario, di solito preda soprattutto di lavoratori stranieri, più disposti a sporcarsi le mani e magari con retribuzioni non esaltanti. Con questo non vogliamo certo criticare chi ha studiato e vuole giustamente svolgere nella vita un'attività coerente con la sua preparazione costata tanti sacrifici. E' una pretesa legittima, senza alcuna ombra di dubbio.

Tira la ristorazione

Va detto che tra le figure professionali più ricercate negli ultimi tempi c'è quella dei cuochi, e comunque nel settore della ristorazione in genere. Allo stesso tempo si registra anche un boom di giovani italiani che si professionalizzano proprio in questo settore. Un fatto molto positivo, considerando che, nonostante il mancato impegno delle istituzioni, il turismo continua ad essere una delle maggiori leve economiche del nostro paese. Insomma, per molti cucinare è una passione e l'idea di farne un lavoro, in un periodo così difficile dal punto di vista occupazionale, attira tanti, e giustamente ci viene da dire.

Bene il Sud

In particolare è il Centro-Sud a proporsi come il più bisognoso di lavoro per gli Under 30 e questo, in un clima di crescente disoccupazione giovanile, che ormai ha toccato quota 30% proprio al Sud, non può che far piacere. Infatti in termini assoluti i primi due posti della graduatoria spettano a Roma e Milano, ma sono le province meridionali e delle Isole in generale ad ottenere una buona posizione nella classifica delle prime 20 province con le possibilità più ampie di creazione di posti di lavoro. Basti pensare che sono ben 13!
Un dato piuttosto sorprendente, e che si accompagna ad un altro dato in controtendenza. Quello della ripresa, in misura importante, del flusso migratorio verso il Nord ed altre destinazioni estere. Si tratta, purtroppo, spesso e volentieri dei giovani più preparati che nel Sud Italia non trovano un'occupazione coerente con il loro profilo professionale ed anche con le loro legittime aspirazioni.

Operai e tecnici soprattutto

Tornando alla ricerca dell'istituto padovano bisogna dire, però, che i profili richiesti sono soprattutto quelli del terziario e dei servizi, o comunque medio-bassi, quindi operai specializzati, soprattutto nei settori della metalmeccanica e delle costruzioni, tecnici, camerieri, cuochi, etc.
Se si guarda alle regioni, invece che alle province, le maggiori richieste arrivano dalla Lombardia, seguita dall'Umbria, dalla Calabria e dalla Basilicata. Certo, sorprende la presenza della regione purtroppo più depressa del paese in questa classifica, vale a dire la Calabria. E questo dovrebbe spingere ad un'analisi più approfondita nella lettura dei dati emersi dalla ricerca dell'istituto veneto.

Aspettiamo la verifica

E' giusto però, come correttamente afferma la ricerca, ricordare che tutto andrà verificato sul campo. Le difficoltà economiche a cui va incontro il paese, infatti, potrebbero portare ad una contrazione delle offerte di lavoro. I prossimi mesi, quindi, saranno decisivi anche da questo punto di vista.
Bisogna dire che se si sta all'impegno delle istituzioni nazionali certo non c'è da stare allegri. Non si vede un solo Governo che mette in atto una vera politica industriale, che è quello che ci manca più di qualunque altra cosa. Con una politica industriale seria e ben realizzata si potrebbero senza dubbio abbassare i costi di produzione, aumentando così la capacità di competere delle aziende nazionali, ma anche il costo della vita, contribuendo in questo modo, più delle tante mancette elettorali o pseudo tali, a cui si abbandonano sempre i Governi di turno, ad aumentare i consumi, ormai in stallo da anni. Ma tutto questo non si vede.

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