Il Decreto
In un momento di difficoltà economiche come quelle che stiamo vivendo attualmente la possibilità di accedere ad incentivi per fare cose che abbassano il costo di gestione della casa e che allo stesso tempo alimentano il lavoro è benvenuta, soprattutto se si considera che il Governo Letta, almeno fino ad ora, non è che si sia distinto per efficacia e sostanza, tranne forse proprio il Decreto varato all'inizio di giugno per l'efficienza energetica e anche per i lavori di ristrutturazione edilizia.
La novità più importante uscita da quel Consiglio dei Ministri è stata proprio la detrazione portata al 65%. Ricordiamo che precedentemente era al 55%.
Gli interventi
Cerchiamo di analizzare il discorso senza essere prolissi più di tanto e focalizziamo l'attenzione sugli elementi più importanti di cui tener conto, vale a dire quali sono esattamente gli interventi possibili e le detrazioni massime disponibili, che cambiano a seconda del tipo di intervento effettuato. Cercheremo di dare un idea generale della situazione, che potrebbe tornare utile a tanti per abbattere i costi di gestione della propria abitazione, quindi, in definitiva, della vita. E di questi tempi non è male.
Analisi generale
Bene, prima di passare ai dettagli degli interventi che danno diritto agli ecobonus vediamo una lista riassuntiva delle caratteristiche generali dei campi di applicazione possibili.
- Taglio del consumo energetico necessario al riscaldamento di un'abitazione o di un edificio (riduzione del fabbisogno).
- Efficienza termica (interventi di coibentazione, finestre e infissi in genere, pavimenti isolanti e simili).
- Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.
- Sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale (caldaie a condensazione, pompe di calore, geotermico a bassa entalpia).
Adesso che abbiamo descritto il contesto generale possiamo passare ai dettagli..
Riqualificazione di edifici esistenti
Rientrano in questa categoria tutti gli interventi mirati alla sostituzione, o all'installazione, di strutture per la climatizzazione invernale, nella sostanza il riscaldamento. Parliamo quindi di caldaie a pompe di calore in genere, cogenerazione, biomasse, geotermico, praticamente tutto quello che comporta una migliore efficienza nella produzione necessaria alla climatizzazione invernale, che come abbiamo detto è nella sostanza il riscaldamento dell'abitazione o dell'edificio.
Il valore massimo della detrazione è di 100.000 euro.
Pannelli solari
In questo caso si parla di produzione di acqua calda sia in abitazioni residenziali che per locali industriali. In effetti il discorso si può allargare a tutti quegli ambiti in cui è necessario produrre acqua calda, come possono essere le scuole, le strutture sportive, le case di cura e altro.
La quota massima di detrazione è di 60.000 euro.
Sostituzione caldaie
Se invece si pensa semplicemente di sostituire in parte o del tutto l'impianto di climatizzazione invernale, allora il bonus del 65% viene concesso fino ad un massimo di 30.000 euro. La nuova caldaia dovrà rispondere ai nuovi criteri di efficienza energetica, quindi pompa di calore, a condensazione, geotermico a bassa entalpia e così via.
Nell'immagine seguente possiamo vedere il funzionamento di una caldaia a condensazione.