Il nuovo catasto farà esplodere l'Imu

Il nuovo tormentone

Dire che l'argomento è uno dei più presenti nel dibattito pubblico è riduttivo. Adesso poi, con la campagna elettorale in corso, la cosa è esplosa del tutto, in particolare per l'iniziativa di Berlusconi, che prima ha parlato di eliminazione di una tassa oggettivamente odiata da milioni di italiani, e poi si è avventurato in un terreno impervio, quello della restituzione di ciò che è stato già pagato e relativa copertura, per la verità piuttosto baldanzosa, visto che si parla di accordi con la Svizzera sui capitali esportati illegalmente. Accordo in effetti piuttosto difficile nell'attuazione e senza nessuna certezza di una buona riuscita in quanto a risorse raccolte, ma tant'è, l'argomento Imposta Municipale Unica è sulla bocca di tutti e tanto basta.

Il pericolo

Adesso però comincia ad uscire fuori un discorso ancora una volta destinato a far odiare il tributo in questione: la riforma del catasto. Anche questa ancora lontana da una realizzazione pratica a dir poco difficoltosa, ma che si preannuncia come un nuovo tormentone. Sembra infatti che, una volta arrivati alla meta finale la cosa porterebbe, o rischierebbe di portare, ad un'esplosione dell'Imu, e tutto questo a parità di aliquote.

Ma una riforma è necessaria

Bene, vediamo di capirci qualcosa e soprattutto di capire chi, tra i proprietari di case, sarà quello maggiormente colpito. Con la premessa, doverosa, che c'è senza dubbio bisogno di una riforma del settore. Solo così infatti ci sarà una vera giustizia nel pagamento della "tassa più odiata dagli italiani", visto che ad oggi molti tra coloro che possiedono un appartamento di lusso risultano invece intestatari di una bettola e questo crea un'evidente sperequazione a danno di chi ha meno.

Come funziona il calcolo attuale

Partiamo innanzitutto dal sistema attuale di valutazione del valore di un immobile, senza dubbio cervellotico e sbagliato e che, come abbiamo detto, va assolutamente cambiato. Attualmente, infatti, nella valutazione patrimoniale, ma anche per quanto riguarda l'imposta di registro da pagare per l'acquisto, si tiene conto di un ipotetico canone che si potrebbe ricavare attraverso un affitto, a dir poco virtuale, ottenendo da questo dato, di conseguenza, una "rendita presunta". Una volta ottenuto questo dato, grazie a coefficienti che variano in base al tributo da pagare, si ottiene l'imponibile.

I valori di mercato sono anacronistici

Il sistema è stato realizzato a suo tempo in seguito all'introduzione dell'Ici e lo si è semplicemente aggiornato, con una rivalutazione una tantum del 5%, proprio recentemente. La cosa positiva, fino ad ora, è che il valore catastale attuale si basa sui valori di mercato delle locazioni di praticamente 30 anni fa, e questo genera un costo per l'Imu inferiore a quello che avremmo se i parametri di calcolo fossero adeguati ai valori attuali, ben più alti di quelli degli anni 80, e questo l'Agenzia delle Entrate, ovviamente, lo sa!
Bene, e cosa accadrà quando si sarà realizzata a tutti gli effetti la riforma? La verità è che non lo sa nessuno. Teoricamente dovrebbe portare più giustizia nel pagamento dell'imposta tanto invisa, ma più giustizia non significa pagare meno.

L'inghippo

Facciamo un esempio pratico e molto abusato. Attualmente, spesso, una casa in centro, generalmente di maggior pregio, paga più o meno quanto una in periferia. Nel momento in cui si da vita ad un sistema più coerente con i valori reali l'abitazione in centro varrà più di quella in periferia, ma anche quest'ultima subirà una rivalutazione, in quanto i prezzi attuali del mercato sono sicuramente più elevati di quelli di 30 anni fa, quindi pagherà si meno di quella in centro ma anche, probabilmente, più di quanto avviene attualmente!

Più giusto ma più caro

Insomma, stando al metodo di valutazione attuale, la riforma genererà si una maggiore giustizia, ma non porterà per niente ad una diminuzione del costo attuale per chi vive in una casa non di pregio, quindi si presume per chi ha meno, anzi, probabilmente, molto probabilmente, il costo sarà maggiore per tutti.

Si impone l'abbassamento delle aliquote

E' chiaro che stando così la situazione in presenza di una riforma del catasto capace di valutare più attentamente il valore reale di un immobile si imporrebbe un generale abbattimento delle aliquote predisposte attualmente per la valutazione del valore dell'Imu. Se non avvenisse questo, a parte un esborso che rischia veramente di esplodere, ci sarebbe un altro duro colpo per il mercato immobiliare, già in stato comatoso.

Ma dipende da come andrà la nostra economia

Si farà? Mah, a parere di chi scrive, dipende. Si se l'andamento della nostra economia lo permetterà, l'argomento è fortemente propagandistico e quindi è possibile una soluzione di questo tipo. No se le nostre finanze saranno quelle attuali. Alla fine lo Stato, se le cose non miglioreranno, andrà a prendere soldi dove non si può dire di no od evadere, e la casa appartiene a questa categoria.
Berlusconi o no, mica siamo sempre in campagna elettorale!

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