Un passo avanti importante
Tra le fonti energetiche rinnovabili più interessanti, soprattutto nel nostro paese, la geotermia ha sempre avuto un ruolo particolare, limitato solo da alcune caratteristiche negative, di cui parleremo successivamente, e costi leggermente superiori a quelli di altre soluzioni. Ma le cose stanno cambiando.
I progressi tecnologici del settore rappresentano infatti un notevole salto di qualità e potrebbero portare a produrre almeno il 10% del consumo nazionale di energia elettrica.
Il circuito chiuso
Ma di che si tratta? Vediamo di spiegare in sintesi le novità prendendo a pretesto le parole di Fabio Roggiolani, vicepresidente di Giga. Il Giga è il "Gruppo informale per la geotermia e l'ambiente" che partecipa, proprio in questi giorni, ad un convegno a Napoli dove si parlerà proprio di nuove tecnologie applicate al contesto specifico e delle enormi potenzialità italiane.
A questo proposito Roggiolani prende ad esempio l'impianto sull'Amiata, il più antico d'Italia, fonte di numerosi problemi per la popolazione locale in quanto produce una notevole quantità di esalazioni nocive. Con le innovazioni a disposizione, invece, si può costruire un impianto a circuito chiuso che assolutamente non impatta sull'ambiente. Insomma, emissioni nocive zero, quindi non solo produzione da fonte rinnovabile, come è il calore del sottosuolo, ma con un sistema veramente pulito.
Le novità
Ma in che consistono esattamente le differenze tra il "vecchio" sistema e quello di nuova generazione? Vediamo.
- Da alta entalpia a media e bassa entalpia
La differenza principale sta proprio in questo passaggio. Vale a dire? Di che parliamo? Per alta entalpia si intende l'utilizzo di fluidi ad alta temperatura per produrre vapore che poi diventerà elettricità. Con la media e bassa entalpia invece l'utilizzo del calore proveniente dal sottosuolo è più completo e attraverso alcune pompe di calore può anche essere trasformato in fresco, insomma, in condizionamento.
- Impatto ambientale nullo
Gli impianti di nuova generazione sono più compatti e modulari rispetto a quelli del vecchio geotermico. In più, essendo a zero emissioni, grazie alla "reiniezione completa in falda dei fluidi", possono essere più facilmente distribuiti sul territorio, andando a sfruttare potenziale dove oggi, per ragioni ambientali, non è possibile intervenire, in quanto zone altamente urbanizzate.
Il potenziale italiano
Senza dubbio il più importante d'Europa e uno dei maggiori al mondo. Il nostro paese è infatti il più vulcanico d'Europa, anzi, a dir la verità è l'unico, e non solo sul territorio ma anche, e soprattutto, in mare. Va da se che il calore del sottosuolo, generato di conseguenza dall'enorme massa di magma che ci ritroviamo sotto il sedere, aspetta solo di essere sfruttato. Un po' il nostro giacimento di petrolio esteso e di grande quantità, ma inesauribile.