Nel 2011 +170% rispetto al 2010
Tutti sappiamo quanto il Brasile stia riscuotendo successo tra gli investitori esteri, frutto di una crescita a due cifre e di un mercato che si allarga sempre di più. Certo, la povertà è ancora presente in misura sostanziale nel paese sudamericano, ma la ricchezza di materie prime sta facendo volare l'economia brasiliana, e i "donatori" arrivano da tutto il mondo.
Nel 2011 l'afflusso di capitali stranieri ha raggiunto la cifra di 65 miliardi di dollari, con un incremento rispetto al 2010 del 168%.
Anche questo ha contribuito a far raggiungere al paese il 6° posto al mondo nella classifica generale del Pil prodotto, con relativo sorpasso del Regno Unito. Un risultato veramente importante che lo proietta nel novero degli emergenti più performanti, al pari dei due giganti asiatici Cina e India.
Luci e ombre
Il risultato del 2011 è comunque inferiore a quello ottenuto nel 2007, quando gli investimenti esteri diretti, i cosiddetti IDE, raggiunsero la cifra record di 87,5 miliardi di dollari. C'è comunque un notevole afflusso di denaro in tutto il Sud America, favorito anche dall'altissimo livello dei tassi di interesse, che è tra i più vantaggiosi al mondo: circa l'11%.
L'industria automobilistica
Tra i vari settori che tirano maggiormente l'industria automobilistica, con Fiat e Volkswagen che si contendono un grande mercato, la fa da padrone. A parte Fiat, da molti anni presente in Brasile e che ha annunciato la realizzazione di 2 nuovi impianti, Volkswagen comincia a fare le cose sul serio e si sta dimostrando un avvversario temibile per il costruttore italiano, molto, forse troppo, concentrata sull'affare Chrysler.
Non mancano i dubbi
Bisogna dire però che la situazione del gigante sudamericano non è tutta rose e fiori, insomma, non è tutto oro quello che luccica. A parte la ancora irrisolta questione della dilagante corruzione nella gestione della cosa pubblica e la criminalità che ormai la fa da padrone, c'è la questione mancata distribuzione della ricchezza che lascia perplesso più di qualche osservatore. Sappiamo quanto questo fattore sia importante per una corretta stabilizzazione delle performance economiche e la povertà in Brasile è veramente tra le più diffuse al mondo, nonostante la grande ricchezza di risorse grazie ad un'estensione territoriale pressapoco come tutta l'Europa.
Nella sostanza continua ad arricchirsi sempre di più quella parte della popolazione che già in passato ha goduto di ampi privilegi e favori mentre i poveri nelle favelas, al di la dei regali di Lula, che ha donato le baracche costruite sulle montagne di spazzatura a chi le aveva costruite, non hanno risolto granchè.