La prova decisiva per il Governo
Ormai sono settimane che se ne parla, tra annunci, previsioni e smentite. Chiunque, in questo famoso Decreto, ci infila quello che vuole, salvo poi arrivare le precisazioni al riguardo che smontano gli annunci del caso. Quello che è certo è che il Governo, e Renzi in particolare, rischiano grosso. Le accuse al Presidente del Consiglio di "annuncite", ormai si allargano a sempre più settori. Lui risponde spesso in modo stizzito e, come è nel suo caso, attaccando. Quello che è certo però è che l'Esecutivo si è fino ad ora dimostrato piuttosto deboluccio, mettiamola così, per quanto riguarda il discorso coperture.
Comunque, vediamo quali sono le misure, denominate nell'insieme "Sblocca-Edilizia" presenti nel Decreto, concentrandoci soprattutto sulla questione casa, visto che milioni di connazionali ormai, se concepiscono una spesa, questa è proprio quella per l'abitazione di pertinenza.
Liberi di abbattere muri e creare divisori
Una delle decisioni che, salvo smentite e ritrattazioni, dovrebbe essere presa e diventare quindi realtà, è quella che permette di effettuare lavori all'interno dell'immobile senza chiedere nessun permesso al Comune, come invece accade attualmente. Basterà una semplice comunicazione e si potranno abbattere muri o creare divisori. La cosa di per se è interessante anche per una questione di costi, oltre che dal punto di vista burocratico. Allo stato attuale infatti, oltre alla richiesta per effettuare i lavori, c'è anche il solito onere economico, il cosiddetto "contributo di costruzione. Insomma, la solita tassa. Nel Decreto è presente la scomparsa di questa tassa, che però rappresenta una fonte di ingresso di risorse non indifferente per le amministrazioni locali, che però potranno compensare il minor introito con l'aumento di Tasi, Imu e Tari.
La Norma Chelier
Una delle iniziative presenti nello Sblocca Italia è in effetti la replica della cosiddetta "Norma Chelier", dal nome del Ministro francese del Governo Sarkozy che l'ha di fatto inventata. Funziona in questo modo.
Un privato, ma la cosa la può realizzare anche una coop edilizia o una onlus, acquista da un costruttore un immobile nuovo o ristrutturato e si impegna ad affittarlo a canone concordato, quindi ad un valore generalmente inferiore a quello di mercato. Come conseguenza di ciò il proprietario godrà di uno sconto Irpef equivalente al 20% del valore dell'abitazione, che non potrà superare però i 300.000 euro, spalmabili in 8 anni. A conti fatti un risparmio massimo di 60.000 euro, che non sono pochi. Ci sono però 2 condizioni necessarie:
- Classe energetica
Deve essere alta, vale a dire A o B.
- Affittuario
Non può essere un parente di 1° grado. Quindi un genitore non può affittare al figlio, mentre un nonno potrà farlo al nipote.
In effetti in Francia la misura ha funzionato piuttosto bene. Per alcuni potrebbe rappresentare un buon investimento e tutti sappiamo quanto il settore dell'edilizia è importante nel nostro paese, nonostante le difficoltà degli ultimi anni.
Rottamazione e permuta
Come per le automobili è presente anche la possibilità di rottamare la casa, soprattutto se è di classe energetica bassa. In questo caso il venditore, ma si parla anche della possibilità di permutare l'immobile vecchio con uno nuovo, ha diritto ad uno sconto sulle imposte immobiliari, parliamo di quelle ipotecarie, catastali e di registro, che in genere sono in misura percentuale mentre in questo caso sono dovute in misura fissa (600 euro).
Chi acquista si impegna a rivendere entro un periodo massimo di 5 anni, dopo aver provveduto a riqualificare energeticamente l'edificio o l'abitazione del 50% del consumo energetico. A questo punto entra in gioco anche il bonus fiscale per chi compra. Parliamo di uno sconto Irpef che varia a seconda di una serie di variabili, tra cui se l'immobile acquistato è stato semplicemente ristrutturato e riqualificato oppure se il vecchio è stato abbattuto per costruirne uno nuovo. In quest'ultimo caso il vantaggio per l'acquirente è maggiore.
Impegno delle associazioni di cittadini
E' presente anche una misura specifica per le associazioni di cittadini che si impegnano personalmente nel decoro urbano. Nella sostanza funziona in questo modo. Chi, con il proprio impegno, mette in atto azioni che garantiscono "pulizia, manutenzione ed abbellimento di strade, piazze e aree verdi" può essere esonerato dal pagamento del tributo relativo. La norma non è ancora ben chiara e va precisato che il Ministero dell'Economia, come si legge nel Decreto, si riserva la possibilità di fare osservazioni. Naturalmente questa è una cosa che serve ad evitare abusi. Vedremo.