In genere è controproducente
Tra le varie decisioni prese dal Governo Monti, soprattutto nel decreto salva-Italia, ci sono anche quelle dedicate, mettiamola così, a chi ha un'auto di lusso, o considerata tale.
L'impianto base delle decisioni prese al riguardo è costituito dal principio che chi possiede un'automobile indicativa di uno stato economico superiore alla media, piuttosto bassa attualmente, del reddito nazionale, deve versare di più.
Non sappiamo se misure di questo tipo hanno poi un effetto positivo sull'economia nazionale, anzi in genere portano ad atteggiamenti recessivi in quanto mortificano i consumi, che nel caso dei beni di lusso costituiscono una specie di ancora di salvataggio nei momenti difficili.
Comunque, un'aria un po' populista in certi momenti può aver portato l'esecutivo ad una decisione che non cambierà niente di sostanziale nel discorso generale ma almeno accontenta quelli che gridano contro i ricchi. A nostro parere quello che si deve chiedere ai ricchi è di investire nel paese ed essere più onesti con le tasse. In ogni caso vediamo quali sono le decisioni presei per quanto riguarda il cosiddetto superbollo.
Le nuove regole
- Il limite di potenza viene abbassato
Nel 2011 ha versato l'addizionale erariale alla tassa automobilistica chi possiede un veicolo con una potenza superiore ai 225 kW. Il Decreto abbassa questa soglia a 185 kW per cui si allarga il numero di coloro che pagheranno il superbollo.
- Sale l'importo per kW
Un'altra differenza, a dir poco importante, rispetto al 2011, è il costo per ogni kW in più, che passa da 10 a 20 euro. Senza dubbio una bella mazzata.
- Ci sono anche riduzioni
Se il veicolo, ovviamente parliamo di quelli con una potenza superiore ai 185 kW, è stato immatricolato cinque anni fa allora gode di uno sconto del 40%. Del 70% se l'immatricolazione è avvenuta oltre 10 anni fa. Per i modelli storici, cioè con più di 20 anni di età, l'esenzione è totale.