Un fisco più morbido nella riscossione dei debiti

La mini-riforma

E' notizia di questi giorni l'intenzione del Governo Letta di mettere mano ad una sorta di mini-riforma del fisco. L'intervento non dovrebbe riguardare le famose aliquote, argomento di cui si parla da anni ma che in assenza di risorse difficilmente potrà essere affrontato, ma le modalità con cui il nostro caro amico riscuote la tassazione non pagata.
Si parla con insistenza di modificare la sostanza degli interventi sulla casa, nel caso di morosità del contribuente, ma anche di interventi per far fronte alla sempre più difficile situazione di tante aziende che si vedono bloccare i macchinari perchè in ritardo con il pagamento delle tasse o per altre forme di morosità.

Più umano e comprensivo

Si parla anche di una maggiore flessibilità nella rateizzazione e di altre misure mirate fondamentalmente a rendere il sistema di recupero delle tasse più umano e consapevole della situazione generale di tanti, oggettivamente difficile. Del resto le notizie di gesti anche inconsulti e drammatici di tanti imprenditori, soprattutto, vessati e nell'impossibilità di pagare stanno facendo riflettere chi di dovere. Si rischia la rivolta sociale. Questo è chiaro a tutti perchè il momento è veramente duro e prospettive rosee all'orizzonte proprio non se ne vedono.
Ma vediamo cosa ci dovrebbe riservare il futuro a breve, sempre sperando naturalmente che alle parole seguano i fatti. Cosa piuttosto rara.

Meno spietatezza

I dati parlano chiaro. Gli atti di pignoramento dell'abitazione, o dei beni di un'azienda nel caso in cui il contribuente moroso sia un imprenditore o un artigiano, sono sempre di più, ormai una vera e propria epidemia che dilaga. L'esecutivo ha intenzione di porre un freno al fenomeno consentendo il pignoramento dei beni solo oltre una certa soglia, più alta di quella attuale, che è di 20.000 euro, ma di non consentire immediatamente l'esproprio, come invece avviene oggi. Nella sostanza si parla di una sorta di "congelamento" dell'abitazione o del bene del caso, senza la possibilità per l'ente di riscossione di venderlo all'asta.

Più giustizia

Un altro intervento che l'esecutivo si prefigge di mettere in atto riguarda le regole per permettere al contribuente a cui viene contestata un'infrazione di fare ricorso senza dover pagare dazio in ogni caso. Allo stato attuale se il contribuente che ha ricevuto la notifica vuole fare ricorso è comunque tenuto a versare almeno un terzo delle somme che l'Agenzia delle Entrate gli contesta. Fondamentalmente un'ingiustizia, in quanto il poveretto potrebbe essere dalla parte della ragione, ma è costretto comunque ad anticipare una somma spesso anche rilevante.
Il Governo pensa alla possibilità di esentare da quest'obbligo almeno coloro a cui viene contestata solo l'infrazione amministrativa, e non azioni dolose nei confronti del fisco.

Rateizzazione

Come abbiamo detto all'inizio dell'articolo è intenzione del Governo attuare un intervento anche nei confronti del sistema che regola il pagamento rateale delle tasse dovute. Quello che si vuol fare è nella sostanza allungare i tempi disponibili e permettere quindi un piano di rimborso più leggero, favorendo da questo punto di vista coloro che dimostrano di avere problemi di liquidità.

Aumento del numero di mensilità

Un primo intervento da questo punto di vista riguarderebbe il numero delle rate massimo possibile, attualmente 72, cioè 6 anni. Qualcuno ha parlato di 120 rate, ma difficilmente si potrà realizzare una cosa del genere. Comunque una maggiore possibilità di dilazione dovrebbe diventare realtà.

Valore minimo

Allo stato attuale il limite minimo per il pagamento rateale dei debiti con il fisco è di 100 euro. Potrebbe essere abbassato per consentire una cosa ancora più comoda e per molti anche fattibile. Non ci sono però notizie di cifre previste dal Governo.

Mancati pagamenti

Anche in questo caso si prevedono novità, tra l'altro piuttosto sostanziose. Oggi se il contribuente che ha stabilito un piano di rimborso salta il pagamento di due mensilità consecutive il beneficio dell'accordo con l'Erario va a farsi benedire. Nella sostanza decade.
Allo studio del Governo c'è la possibilità di concedere il salto di 5 mensilità totali. Quando diciamo totali intendiamo dire l'intero periodo di ammortamento. Quelle consecutive che si potranno saltare dovrebbe passare a tre.

Crediti sotto i 2.000 euro

Quì si andrà probabilmente in controtendenza. Spiegamoci. Allo stato attuale la legge impedisce la riscossione coatta per debiti sotto i 2.000 euro, cosa che ha reso molto difficile, soprattutto per le amministrazioni locali, il recupero delle somme dovute nel caso di multe o accertamenti comunque inferiori a questa somma. Probabili interventi da questo punto di vista che non si prevede saranno accolti favorevolmente da coloro, e sono tanti, che hanno "piccoli" debiti con il fisco.

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