Continua la fuga degli imprenditori verso la Svizzera

La politica lontana dal paese reale

Stiamo assistendo in questi giorni alla solita manfrina della politica, a parere di chi scrive, peggiore al mondo. Da una parte si resuscita la salma di Forza Italia, dall'altra il solito caos di chi è un professionista del suicidio di gruppo. Forse mai come in questo momento la nostra classe dirigente è apparsa così distaccata dalla realtà quotidiana che invece milioni di persone devono affrontare. E tra quelli che devono far fronte ai problemi quotidiani ci sono anche gli imprenditori, vessati da tasse altissime, carenze infrastrutturali, l'assenza di un sistema paese, di una politica industriale, e chi più ne ha più ne metta.

La conseguenza logica

Non sorprende quindi la notizia, ennesima bisogna dire, della fuga di tantissime aziende nazionali verso la vicina Svizzera, ben più accogliente e meglio organizzata per il lavoro. Abbiamo anche spiegato, qualche tempo fa, come si fa a spostare la propria attività industriale nel paese elvetico, e non certo perchè ce lo auguriamo, visto il danno all'occupazione, già colpita in modo gravissimo, e alle casse dello Stato, cioè alle nostre risorse. Il problema è che ormai in tanti non ce la fanno più a lavorare in Patria. E' un fatto.

Il sito del Comune preso d'assalto

A dimostrazione di quanto la situazione è disperata c'è quello chè è successo ultimamente a Chiasso. Il sindaco del ridente borgo, chiamiamolo così, ha pensato bene di organizzare un incontro, un faccia a faccia l'ha definito, con le aziende del nostro paese, in particolare lombarde, con l'intento di invitarle a trasferirsi in loco armi e bagagli, soprattutto capannoni ci verrebbe da dire. Bene. Il successo è stato a dir poco strepitoso. Le prenotazioni sul sito del Comune di Chiasso sono state tantissime, tanto che i responsabili dell'iniziativa hanno dovuto fare gli straordinari per far fronte alla massa delle richieste arrivate dall'Italia, in particolare dalla Lombardia, come abbiamo detto, per partecipare a quest'incontro.

Le aziende scappano

Servizi, produzione e artigianato

Il numero totale degli iscritti all'evento, ricordiamo che si tratta nella sostanza di aziende, non di singoli cittadini, ha raggiunto quasi le 500 unità, in gran parte attività che risultano, nel form che il Comune di Chiasso ha messo a disposizione di coloro che hanno voglia di partecipare all'evento, attive nel settore dei servizi, ma tante anche nel settore, cosa ben più grave per il nostro tessuto industriale in disfacimento, nel settore "produzione e artigianato".

Mancano le politiche industriali

Certo, dispiace vedere che anche la parte del paese che ha sempre mostrato il maggior dinamismo oggi valuta di andarsene, ma oggettivamente la situazione è veramente difficile.
Come abbiamo detto all'inizio di quest'articolo i problemi sono tanti, e vanno da un altissimo costo del lavoro alla totale mancanza di organizzazione del lavoro. Sono troppi anni che non si fa nè politica nè pianificazione industriale, e la globalizzazione ha aggravato la situazione, obbligando i nostri imprenditori a competere non solo con chi invece le politiche industriali le fa eccome, ma anche con chi paga il lavoratore 50 euro al mese.

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta

Il Governo Letta allo sbando

E' chiaro che in una situazione del genere le nostre imprese non reggono più, e ad aggravare il tutto, come sempre, c'è il nulla che arriva dalla nostra politica, ormai palesemente inadatta al ruolo, diciamo la verità. Basta vedere come, a differenza di quello che accade in altri paesi, anche in un momento come questo, i partiti si facciano la guerra a suon di propaganda, con il Governo Letta che sembra più l'oggetto di un tiro a segno, che il Governo di cui i due principali partiti fanno parte.
Certo, non si può dire che Enrico Letta stia facendo un lavoro favoloso, i risultati, siamo sinceri, sono piuttosto modesti e di novità se ne vedono poche, ma non sembra ci siano alternative, ad essere realistici. Purtroppo la situazione è questa.

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