Fine del mese sempre più difficile
Findomestic, attraverso il suo osservatorio mensile, registra un diffuso pessimismo relativamente alla possibilità di riuscire ad arrivare alla fine del mese con qualcosa da mettere da parte. Insomma, è sempre più difficile risparmiare.
E se si chiede ad un cittadino quali sono le sue previsioni per il futuro il pessimismo si fa ancora più forte. Ovviamente in questa prospettiva la formula del prestito diventa l'unica possibilità per poter fare acquisti, soprattutto se si tratta di spese di una certa entità.
Al Sud si vede nero
Entrando nel dettaglio dei dati espressi dall'analisi dell'osservatorio Findomestic, in una scala da 1 a 10, la fiducia degli italiani per il loro futuro a breve e a lungo termine raggiunge il valore di 3,7 punti. Un chiaro indice di forte pessimismo e preoccupazione sulla possibilità di riuscire a mettere qualcosa da parte per il futuro.
Interessante e preoccupante il dato geografico. La maggiore sfiducia si riscontra nel Sud e nelle Isole, e fin quì nulla di nuovo, ma anche nel Nord Est. Questo significa che le preoccupazioni più importanti riguardano anche il territorio che è sempre stato più produttivo. I problemi, quindi, sono reali e importanti.
Automobile cosa per pochi
Negli ultimi mesi poi si è avuto un vero crollo di coloro che pensano di poter mettere da parte soldi nel prossimo anno. Si è passati addirittura dall'8,3% di settembre al 4,6% di ottobre. Un tracollo determinato ovviamente dai noti fatti che riguardano le difficoltà economiche e politiche della nostra bistrattata penisola.
Chiaramente in una situazione del genere l'unico modo per far fronte alle spese più importanti e necessarie diventa il prestito, e al primo posto tra le voci di spesa a cui si può far fronte solo con un finanziamento c'è l'acquisto dell'automobile, altrimenti impossibile per tanti in una situazione del genere.
Cresce l'usato
A conferma delle notevoli difficoltà cresce la propensione all'acquisto di un'auto usata, un dato in deciso rialzo rispetto ad un anno fa, mentre crolla il numero di coloro che pensano di acquistare un mezzo a due ruote nei prossimi mesi. Tutto questo è accentuato, ovviamente, anche dal continuo incremento del prezzo dei carburanti e dal fatto che l'automobile è vista come una sorta di bancomat da cui lo Stato cerca di trarre di continuo le risorse che gli servono.
Tutto questo rappresenta anche un grave danno per l'industria del settore che, nonostante la fuga di Fiat, rappresenta ancora una parte sostanziale dell'infrastruttura industriale del paese.