Ogni volta un disastro
Ormai ad ogni pioggia un po' più intensa del normale si assiste ad allagamenti di aree sempre più ampie del paese, con danni economici spesso incalcolabili e che, oltre che pesare sulle casse pubbliche, gravano sui singoli che hanno subito il danno, in quanto è ovvio che pensare di ricompensare per intero privati, imprese e commercianti è praticamente impossibile. Per non parlare dei danni subiti dalla cosa pubblica che ovviamente vengono ripagati con le tasse.
Figlio di tanti problemi
Questa situazione è il frutto di decenni di incuria e mancata manutenzione, ma anche di cementificazione selvaggia. Sappiamo quanto è grave nel nostro paese il problema dell'abusivismo edilizio, e qualcosa bisogna pure farla per evitare che la situazione degeneri sempre di più.
Le linee guida e i dubbi
Su questo problema ha lavorato nel corso dell'anno il Ministero dell'Ambiente e tocca quindi a Clini annunciare le linee guida che il Governo intende mettere in atto per fronteggiare il problema. Lo diciamo subito. Almeno stando alle prime informazioni al riguardo le indicazioni sembrano quelle giuste, ma come sempre con Monti, la sensazione è che da un lato manchi una vera copertura finanziaria e dall'altro che le poche risorse sicure vengano dai soliti, immancabili aumenti delle accise sulla benzina, anche se la notizia è stata smentita. Ma non solo. Si parla infatti dell'obbligo di stipulare un'assicurazione contro il rischio di danni derivanti dal rischio idrogeologico.
Comunque sia, diamo uno sguardo più in dettaglio alle decisione prese, sperando naturalmente che le cose siano funzionali a risolvere veramente il problema.
La garanzia contro gli eventi climatici
Ma partiamo da quello che genererà di sicuro le discussioni più accese. Nelle aree maggiormente esposte a rischi derivanti da eventi climatici estremi sarà obbligatoria, sia per i privati che per lo Stato, un'assicurazione. Ovviamente vengono da fare alcune considerazioni, almeno, lo ripetiamo, stando alle prime informazioni disponibili.
- Chi stabilisce quali sono le aree più a rischio?
Le amministrazioni locali? Voi ve li vedete i vari presidenti di provincia, di regione, i sindaci, dire ai propri cittadini, ed elettori, "l'area in cui vivete la renderemo ad alto rischio, così sarete obbligati a pagare una bella assicurazione!" Ma per favore.
- E i prezzi delle polizze?
Clini ha parlato di diminuzione del costo delle polizze. In che senso scusa. Da che mondo è mondo, guardare la RC auto, quando qualcosa è obbligatoria questi si mettono daccordo, si spartiscono il mercato, non si fanno la guerra e ovviamente i prezzi aumentano!
- La soluzione migliore
Ma la garanzia migliore contro gli eventi climatici e i relativi danni non è quella di imporre i lavori sul territorio per evitare che ci siano problemi e drammi quando piove? Uno magari pensa che queste misure vanno proprio nella direzione di mettere in atto quello che è necessario per evitare i disastri che vediamo, ma il problema è che sembrano per lo più linee guida che, mancando di coperture finanziaria e delegando molto a cittadini e amministrazioni locali, rimarranno solo sulla carta.
Vietato costruire nelle aree ad alto rischio
Ci risiamo. Secondo Legambiente e Protezione civile è sottoposto a rischio idrogeologico più dell'80% del territorio italiano, quindi si dovrebbe impedire la costruzione di abitazioni e imprese sulla maggior parte del territorio italiano! Ma non vi sembrano misure troppo generiche per essere messe realmente in atto?
Il fondo
E veniamo alla questione finanze. E' stato detto che per affrontare la questione come si deve servono circa 40 miliardi in 15 anni, quindi intorno ai 2,7 all'anno. Bene. Secondo le direttive stilate dal Ministero dell'Ambiente questo fondo verrà alimentato in parte, si parla di mezzo miliardo, da una quota dei ricavi generati dalle aste dei permessi per le emissioni di gas serra, che dal prossimo anno saranno a pagamento, e in parte, udite udite, "da un prelievo, da decidere ogni anno, sui carburanti, fino al raggiungimento di più o meno 2 miliardi" in pratica quello che serve a raggiungere la quota annuale del finanziamento del fondo. Ancora! E basta.
Il bello è che si specifica che non ci saranno aumenti delle accise! A no? E chi li paga questi 2 miliardi all'anno, i petrolieri? Ovviamente lo faranno gli automobilisti, puoi chiamarli come vuoi, sempre di costi aggiuntivi si parla.
Finanziamenti deboli e costosi
Insomma, benchè nel progetto ci siano cose di cui il territorio italiano ha bisogno da tempo, come la manutenzione obbligatoria dei corsi d'acqua, le opere idrauliche necessarie, il recupero dei terrazzamenti, che aiutano ad evitare le frane, così come quello che serve per contrastare i disboscamenti, tutto sembra troppo abbandonato ad iniziative delle amministrazioni locali, che senza dubbio grideranno alla mancanza di risorse, mentre la copertura finanziaria dello Stato sembra incerta da un lato e ancora una volta costosa per il cittadino dall'altro.
Almeno, queste sono le sensazioni derivanti dalle prime informazioni circolate, vedremo nei prossimi giorni. Va detto però che qualcuno felice e soddisfatto c'è: le compagnie assicurative!