Il mucchio
Il sistema assicurativo italiano, con particolare riferimento alla RCA, la responsabilità civile degli automobilisti, lo sappiamo è malato. E' malato di costi tra i più elevati in Europa, anche in quanto vittima di un numero incredibile di truffe, i cui costi vengono scaricati sugli onesti, oltre che di una carenza di regole chiare e risolutive.
Per ovviare a tutto ciò, di cui spesso però sono responsabili, le compagnie hanno deciso la linea dura nei confronti di coloro che vengono considerati poco affidabili. Ma in tutto questo ci rimettono anche coloro che si comportano onestamente.
Come al solito abusano
Alla base di tutto ci sono le norme nate nel 2006 per favorire i clienti, ma che si stanno dimostrando un boomerang proprio per coloro che dovrebbero essere salvaguardati. Nel 2006, infatti, nel Codice delle Assicurazioni, è stato stabilito che il cliente ha il diritto di disdire la polizza con un preavviso di 15 giorni, ma lo possono fare anche le compagnie. E che fanno?
Basta un piccolo incidente, se si è considerati poco affidabili dalle aziende del settore, con criteri che loro stesse stabiliscono, e fine della polizza! E se si vuole fare un nuovo contratto il costo viene moltiplicato senza nessun limite giuridico! Insomma un abuso.
Ai limiti della legge
Il problema è che tutto questo sta diventando un giochino facile per liberarsi di clienti che, per esempio, risiedono in aree a rischio, e che quindi non hanno colpe di sorta, ma che si vedono costretti ad un esborso molto maggiore per poter essere in possesso di quello che poi è obbligatorio, cioè la RCA.
Il problema è però che così facendo eludono l'obbligo a contrarre le polizze, stabilito dalla legge, e che porterà presto l'Isvap, l'organismo di controllo del settore, a comminare multe per questo atteggiamento scorretto, mirato o ad allontanare coloro considerati inaffidabili, o a costringerli a pagare una prezzo per un servizio obbligatorio per legge con aumenti vertiginosi ed inaccettabili.
Chi non ha colpe ci va di mezzo
Ovviamente, non siamo certo dalla parte di coloro che fanno delle truffe alle assicurazioni un business, ma il problema è che le aziende del settore, forti della loro lobby, stanno approfittando di questo per colpire coloro che non hanno colpe dirette, come abbiamo detto. Per esempio quelli che vivono in zone a rischio oppure i giovani, considerandoli maggiormente a rischio rispetto a chi ha una maggiore esperienza.