L'Irpef nei piani del Governo
Per il momento è solo un'indiscrezione, ma potrebbe anche diventare una realtà prima di dicembre. Parliamo del progetto di abbassamento delle aliquote Irpef. Certo, visto lo stato dei nostri conti e il continuo aumento del debito pubblico, che porterà inevitabilmente ad un altrettanto continuo aumento degli interessi relativi, sembra più fantascienza che realtà, ma sperare non costa nulla.
Il problema crescita
In effetti il nostro problema principale è ormai ufficialmente la crescita, visto che da uno stato di stagnazione permamente siamo ormai passati ad una conclamata recessione. Inoltre la pressione fiscale ha raggiunto ormai livelli insostenibili e una generale riduzione delle tasse si rende necessaria, a condizione ovviamente di trovare le risorse disponibili.
La maggioranza spinge per una riduzione
Ecco perchè, come raccontano molte voci di corridoio, Monti sta lavorando ad un progetto in tal senso, ma nulla trapela ufficialmente. Nessuno vuole alimentare false speranze e quindi tutto viene mantenuto in un completo stato di segretezza, compresa la pressione dei principali partiti della maggioranza, perchè si trovi la soluzione migliore per dare allo stato economico del paese, in un difficilissimo momento come questo, una spinta in avanti, visto il crollo della produzione industriale e dei consumi.
Le cose si fanno difficili
Ed in effetti i dati sulla produzione industriale rilasciati dall'Istat testimoniano una situazione veramente difficile. Nel mese di Giugno, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, si è registrato un -8,2%, un vero e proprio collasso che rappresenta il assoluto il peggior dato europeo. Siamo fanalino di coda dell'intera Europa a 27! E a luglio le cose non sono certo andate meglio.
Del resto basta guardare il grafico contenuto nel documento dell'Istat proprio nel mese di luglio, rispetto allo stesso periodo del 2010, per capire come il sistema impresa stia vivendo un momento difficilissimo, soprattutto per il vero e proprio crollo dei consumi interni.
Del resto anche l'analisi dei dati ottenuta raggruppando le industrie per settori parla da sola e anzi spiega molto bene la situazione. Come è possibile osservare dai dati della tabella successiva l'unico settore in crescita è quello dell'energia. In questo caso risparmiare è impossibile!
| Produzione industriale raggruppata |
| Beni di consumo durevoli | -0,8 |
| Non durevoli | -0,3 |
| Strumentali | -1,8 |
| Intermedi | -1,7 |
| Energia | +0,2 |
I dati parlano da soli. Sono praticamente crollati i consumi di tutto ciò che non è strettamente necessario. Il resto viene completamente evitato ormai da milioni di famiglie. Ovviamente il continuo aumento del costo della vita, le tante tasse in più e la continua diminuzione dell'occupazione non potevano che portare a questo risultato.
Anche il Pil in difficoltà
Ovviamente le difficoltà dell'industria e il crollo dei consumi, alimentato anche da un livello di disoccupazione che continua a crescere, non potevano che portare ad una ulteriore recessione e quindi alla decrescita del Prodotto Interno Lordo.
Nel secondo trimestre del 2012, infatti, il Pil è calato dello 0,7%, più di quello spagnolo, a testimonianza di una situazione veramente difficile e che non accenna a migliorare.
I paletti ai partiti
Insomma una mossa alla boccheggiante Italia va data e una riforma fiscale potrebbe essere una soluzione, a condizione ovviamente, come abbiamo detto all'inizio, di trovare le risorse necessarie. Quello che però l'esecutivo ha voluto mettere in chiaro con i partiti della maggioranza, che spingono perchè si proceda ad una diminuzione delle tasse, è che questo può avvenire solo a determinate condizioni, quali l'assenza totale di condoni di cui abbiamo sufficientemente abusato, mettiamola così, che il tutto sia coerente con i conti pubblici e con gli impegni presi con l'Europa, a partire dal pareggio di bilancio previsto per il prossimo anno, e che ci sia un'accordo ad ampio raggio tra le forze politiche in Parlamento sulla riforma da realizzare.
Vedremo. Allo stato attuale, diciamo la verità, tutto sembra di difficilissima attuazione.