Arriva la spending review

Pronti a resistere

Ormai ci siamo, Monti, forte del recente successo europeo, si gioca la carta spending review. Carta difficilissima da spendere, viste le tantissime resistenze che già si fanne avanti, dai sindacati alle varie lobby, passando ovviamente per i partiti, ognuno con i suoi elettori di riferimento e che già pongono i loro paletti, con l'eccezione della Lega che sembra più impegnata a far fuori Bossi che ad occuparsi delle questioni nazionali.

I tempi sono molto stretti

Ovviamente le notizie si susseguono ogni giorno, con tanto di smentite da parte degli addetti ai lavori. Per il momento sembra comunque improbabile la soppressione, a partire da subito, delle province, così come era stato ventilato, ma anche il taglio del 20% degli enti pubblici e l'operazione di riordine dei piccoli comuni. Tutte operazioni che richiedono tempo per essere messe in atto e che non possono essere realizzate nei tempi stretti necessari per evitare l'aumento dell'IVA ad ottobre.

Gli interventi da fare subito

Quello che invece Monti sembra voler mettere in atto fin da subito è il taglio dei costi per l'acquisto di beni e servizi, soprattutto nel pozzo senza fondo sanità, una revisione degli affitti pubblici, con un risparmio di 7 miliardi da realizzare in 2 anni per enti locali e Regioni, e soprattutto lo sfoltimento degli organici, vale a dire di manager e dipendenti, nella pubblica amministrazione. Argomento, come è facile immaginare, spinosissimo.
A questo si dovrebbe aggiungere un importante diminuzione delle spese dei voracissimi Ministeri.

Si promette il bisturi

Come era facile immaginare sono partiti subito gli strali di molti contro i ventilati tagli, ognuno preoccupato di salvaguardare la sua posizione ma anche con la preoccupazione di molti di tagli lineari di tremontiana memoria che hanno già fatto i loro danni. A questo proposito il Presidente del Consiglio ha precisato che l'intervento sarà ponderato e deciso sulla base di elementi ben precisi che i tecnici hanno già individuato, soprattutto nelle spese per le prestazioni sanitarie e della pubblica amministrazione.

Lo scoglio sanità

L'argomento è ovviamente al centro delle discussioni. Sappiamo tutti come la spesa sia anche fuori controllo in molti casi. Le intenzioni sembrano molto serie al riguardo e vanno dalla revisione della spesa farmaceutica alla soppressione dei piccoli ospedali con pochi posti letto.
Del resto lo stesso Ministro Balduzzi ha parlato della necessità di riorganizzare il sistema nazionale con una migliore organizzazione sul territorio delle strutture.

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