Un po' di respiro
Una delle maggiori conseguenze della crisi finanziaria è il continuo indebitamento dei privati, anche in un paese come il nostro che presenta un patrimonio personale, soprattutto costituito dalla casa di proprietà, maggiore di tanti altre realtà occidentali.
Questo non toglie niente comunque al fatto che un costo della vita sempre più elevato e stipendi che valgono sempre meno spingano sempre più alla ricerca sempre di credito per arrivare a fine mese ed ormai sono tanti, soprattutto le famiglie, a trovarsi in una situazione di difficoltà a rientrare da un'esposizione che ormai dura da tempo.
Ecco quindi che il Governo, anche per rendere un po' più sopportabili le dure decisioni prese con la manovra di assestamento di conti pubblici, il 22 dicembre ha emanato un Decreto Legge, il 212, che cerca, almeno in parte, di venire incontro ad un problema sempre più generalizzato.
Vediamo di che si tratta e quali vantaggi porterà a chi è in questa condizione.
E' una novità
Allora, il Decreto Legge 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) stabilisce, per la prima volta, un insieme di regole per l'estinzione di tutti i prestiti di un soggetto singolo.
In pratica si tratta di un meccanismo che, così come avviene per le grandi aziende, sostenute da una legge per evitare i fallimenti, permetterà anche a soggetti privati che si trovano in una situazione di difficoltà a rientrare, di poter stabilire un vero e proprio piano di ristrutturazione con i creditori. Insomma, una sorta di ricontrattazione, in modo da evitare il default, il crack nella sostanza, che non è solo degli Stati, delle banche o delle aziende, ma può avvenire anche tra i normali cittadini.
Sarà quindi possibile per chi si trova in grande difficoltà finanziaria chiudere i contenziosi a cui è soggetto proprio stabilendo un piano di rientro ad hoc e coerente con la nuova situazione patrimoniale.
Come funzionerà
Viene stabilita la creazione di un organismo, fatto di professionisti competenti in materia, che assumerà un ruolo centrale, in sinergia con l'autorità giudiziaria, nella valutazione della fattibilità del progetto di rientro e della sua effettiva attuazione.
Nella sostanza si uniforma la condizione del privato a quella di un'azienda che non riesce più a sostenere la sua situazione nei confronti dei creditori e mette a disposizione gli strumenti giuridici per poter rivedere le condizioni in modo da stabilire un percorso di rientro senza precipitare nel fallimento.
Una misura che non risolve certo le ragioni alla base di una difficoltà sempre crescente di tantissimi connazionali, vale a dire un costo della vita, soprattutto per le famiglie, non più sostenibile con il valore attuale degli stipendi, ma che almeno mette in condizione chi è sovraesposto di non precipitare nel buio assoluto, ma di essere guidato verso un'uscita possibile da una situazione di difficoltà.
L'attuazione pratica è tutta da verificare, ma l'idea sembra valida e potrebbe essere d'aiuto a chi vive una situazione particolarmente difficile.