La guida
In tempi di tempeste finanziarie e difficoltà economiche globali la ricerca di prodotti che garantiscano una buona resa si fa sempre più pressante per milioni di risparmiatori. Il Sole 24 Ore, il più importante quotidiano economico-finanziario italiano, ha pubblicato una guida riassuntiva dei migliori investimenti finanziari realizzabili a seconda del portafoglio a disposizione, che viene diviso in 3 fasce: 10.000, 50.000 e 100.000 euro.
Bene, diamo un'occhiata.
10.000 (BoT, BTp ed Etf)
L'analisi parte giustamente dalla considerazione che chi mette a disposizione una quota così ridotta propende per un basso rischio e certo non può contare su una diversificazione dei titoli che si può definire significativa. Si consiglia di puntare soprattutto sui Titoli di Stato, BoT e BTp, che come tutti sappiamo allo stato attuale garantiscono rendimenti piuttosto elevati, con l'aggiunta di una quota di corporate bond.
Viene consigliato anche, ma con moderazione, un pacchetto azionario, per esempio con l'apertura di un piano di accumulo in fondi o Etf.
50.000 (Obbligazioni a basso rischio)
Con 50.000 euro a disposizione si può già cominciare a parlare di diversificazione e quota di rischio. Partendo dall'idea che il risparmiatore voglia mantenersi su una quota medio bassa di rischio viene proposta una quota azionaria non superiore al 15% del budget, mentre una parte più rilevante potrà essere rivolta a obbligazioni corporate, facendo attenzione a dividere la quota più importante verso le aziende con credito più elevato e una quota minore in favore di aziende con maggiore fattore di rischio e quindi maggiore resa.
100.000
Nel caso di un budget di 100.000 euro o superiore il discorso si fa interessante e oltre ad una buona diversificazione permette anche di puntare su singoli bond o altri titoli specifici.
Ovviamente il Sole 24 Ore consiglia di puntare su aziende sane e che promettono una buona crescita in un futuro a breve e medio termine, come per esempio quelle del settore alimentare, il lusso, che storicamente affronta i periodi di crisi con molto dinamismo e le aziende di telefonia, settore in continua e rapida crescita.
Viene consigliata anche una quota di equity portata al 30%, mentre il resto potrà essere delegato all'acquisto di obbligazioni e altri investimenti paracadute nel caso di pesanti perdite sui titoli azionari.