Diminuzione delle tasse, come sempre
Oggi diamo un'occhiata al programma della lista "Con Monti per l'Italia". Il programma si basa su una serie di iniziative si promette di voler intraprendere al Governo, ovviamente in caso di vittoria alle elezioni, per rilanciare l'economia del paese.
Tralasciamo qualunque considerazione riguardo l'abitudine della politica italiana di promettere in campagna elettorale quello che poi viene puntualmente disatteso dopo le elezioni. A questo siamo abituati da tempo e in attesa di essere smentiti dai fatti, cosa che sarebbe molto positiva, il lettore ci consenta un minimo di dubbio al riguardo.
I soliti argomenti
Ovviamente il programma verte sui soliti argomenti che tutti conosciamo: diminuzione delle tasse e aumento dell'occupazione, sempre, quando si tratta di un ambito di centro-destra, o liberista in genere, basato in buona parte sulla dismissione di asset pubblici e sulla diminuzione della spesa dello Stato.
Ad oggi però la diminuzione della spesa pubblica è risultata un'operazione veramente difficile, in quanto le resistenze, tutte politiche, in modo bipartisan bisogna dire, oltre che sindacali, si sono riveralate fortissime.
I tanti dubbi sul famoso patrimonio immobiliare
Per quanto riguarda la vendita di asset pubblici chi scrive ha più di qualche dubbio. A parte la massa di appartamenti che lo Stato possiede, e che vanno senza dubbio venduti, ma questo è un momento di forte calo del mercato immobiliare, il resto è sicuramente sopravvalutato e difficilmente vendibile, ma va bene, stiamo al giochino di credere che si possa impattare sul nostro bel debito pubblico in questo modo e andiamo avanti.
Bene, dopo questa lunga premessa analizziamo il programma elettorale della lista che fa riferimento a Monti. Ovviamente non tutto, ma solo quello che fa direttamente riferimento a riduzione delle tasse e gestione della spesa pubblica.
Riduzione dell'Irpef
L'impegno, da realizzare nel corso dell'intera prossima legislatura, è di diminuire il gettito ricevuto dallo stato dall'Irpef di circa 15 miliardi, con una particolare attenzione ai redditi medio bassi, quindi le due aliquote minori.
Nelle intenzioni, tra l'altro non meglio specificate, se non con una generica "riduzione della spesa", si dovrebbe procedere ad una progressione sempre crescente della riduzione, fino ad arrivare ad un taglio del 2% nel rapporto tra le entrate e il Pil prodotto dal paese.
La terribile Irap
L'esigenza di ridurre una tassa obiettivamente assurda e punitiva è certamente cosa buona e giusta, direbbe qualcuno, il problema è trovare le risorse per andare a tagliare un introito fiscale che per lo Stato vale circa 33 miliardi annui. Non sono bruscolini, soprattutto di questi tempi.
Si parla di una diminuzione di circa 11 miliardi, sempre da realizzare nel corso della legislatura, quindi in modo progressivo, con un calo in questo caso del rapporto tra gettito per lo Stato e Pil dello 0,8%.
Prima le piccole imprese
Anche in questo caso l'intenzione è di applicarsi inizialmente più verso le piccole e medie imprese, tra l'altro le più esposte alla crisi, per procedere successivamente verso quelle più grandi. Previsto anche un intervento per permettere alle aziende che fanno ricerca e innovazione, con il metodo del credito di imposta, di "scaricare" le spese sostenute, o almeno una parte di esse.
La prima casa
L'argomento è sempre stato importante in campagna elettorale, ma mai come in queste elezioni. Monti, che passa per il cattivo tassatore, ci tiene a sottolineare che non ha nessuna intenzione di introdurre nuove tassazioni sugli immobili e i patrimoni in genere, ma parla invece di una progressiva riduzione dell'Imu, riduzione giustificata, rispetto alle decisioni prese dal suo governo, con un miglior andamento dei conti pubblici italiani nei prossimi anni.
L'impegno è dello Stato
La diminuzione dell'Imu, per circa 2 miliardi, interamente a carico dello Stato e non, ovviamente, delle amministrazioni locali, avverrebbe attraverso un aumento delle detrazioni. Si partirebbe con la detrazione standard, quella attuale, da 200 a 400 euro, il raddoppio di quella per i figli a carico e la presenza di un bonus di 100 euro per gli anziani che vivono soli o che sono disabili. L'importo massimo delle detrazioni non potrà superare gli 800 euro.
L'argomento difficilissimo
E veniamo all'argomento spinoso per eccellenza. Del resto se si vuole diminuire la pressione fiscale non si può che tagliare le spese dello Stato, ma dal dire al fare c'è di mezzo il mare, dice un vecchio detto! Si parla di una diminuzione della spesa corrente del 4% rispetto al Pil che porterebbe il rapporto tra la spesa stessa e il prodotto interno lordo al 39% nel 2017.
Acquisto di beni
L'intervento riguarderebbe principalmente la spesa per i cosiddetti "servizi generali", dove in particolare l'acquisto di beni, con notevoli discrepanze tra le spese delle amministrazioni locali anche per le stesse tipologie di beni, pesa in modo particolare. Se ne parla da tempo, quello che va introdotto è un sistema di costi standard, come si fa in tutti i paesi normali, ma fino ad ora non si è mai visto niente di concreto.
Costi della politica
Che dire. Nonostante le tante promesse, e il notevole numero di scandali, nella sostanza non si è fatto niente. Le resistenze, come dimostrato dal caso "province", sono importantissime. Comunque c'è la promessa di tagliare i costi della politica. Vedremo. Intanto di auto blu e simili ne girano sempre di più.
Sanità e altri
Si parla anche di una non meglio precisata diminuzione della spesa sanitaria, l'argomento è obiettivamente di difficilissimo approccio, e riduzioni della spesa per la difesa e per l'ordine pubblico e la sicurezza! Mah, a dir la verità bisognerebbe investire sull'ordine pubblico e la sicurezza, e per quanto riguarda la spesa sulla Difesa se usciamo dalla demagogia dei caccia è una spesa necessaria.
A nostro parere l'unico ambito dove veramente si possono tirar fuori risorse importanti è quello dell'acquisto di beni. Li si ci sono tanti soldi da andare a prendere da un miglior funzionamento delle cose. Ovviamente anche la standardizzazione dei costi nella sanità può portare risultati importanti. Ma bisogna fare e non solo enunciare come è successo fino ad oggi.
Soldi dalla lotta all'evasione a chi paga le tasse
Uno degli ambiti in cui il Governo Monti ha dimostrato grande decisionismo è quello dell'evasione fiscale. Secondo il premier le misure prese dal suo Governo porteranno i risultati sperati nei prossimi 3 anni, ma bisogna fare in modo che le risorse raccolte con la lotta all'evasione fiscale vadano direttamente alla riduzione delle tasse per lavoratori e imprese.
L'idrovora Stato
E' ovvio che se si riuscisse a mettere in moto un meccanismo di questo tipo le tante critiche a Equitalia e simili perderebbero di efficacia. Il problema è che fino ad oggi lo Stato italiano si è dimostrato una specie di idrovora che tutto ingloba e non si è invece dimostrato capace di far tornare al cittadino un risparmio di spesa o quant'altro.