Il ritorno
Sarà forse dovuto alla situazione economica contingente, ma dopo un lungo periodo di difficoltà sembra che il risparmio gestito torni a stimolare l'interesse degli italiani. Del resto, se ci pensiamo bene, la cosa ha una logica. Questo è per l'economia mondiale un momento veramente difficile. In particolare, se osserviamo attentamente i fatti, la sensazione è quella di un sistema ormai in mano al caos, senza più regole e con variazioni e scatti, in avanti o indietro, che disorientano e lasciano perplessi. In un contesto del genere è ovvio che il "piccolo", soprattutto, si senta confuso e quindi tenda ad affidarsi a chi è esperto nel settore, insomma qualcuno che faccia il "lavoro sporco" al posto suo. C'è una logica in tutto questo.
Il trimestre d'oro
La dimostrazione del revival dell'investimento in fondi comuni, soprattutto, sono i dati relativi alla raccolta del trimestre luglio-settembre di quest'anno: 2,4 miliardi di euro. Niente male di questi tempi. In effetti un piccolo segnale positivo si era avuto già a luglio, con un leggero positivo nel rapporto tra riscatti e nuove sottoscrizioni, ma è nei due mesi successivi che si è avuto un vero e proprio boom che ha portato poi ad ottenere un'ottima trimestrale.
Parlano i dati
Entrando nel dettaglio i dati risultano piuttosto interessanti. Innanzitutto il boom è soprattutto quello dei fondi obbligazionari, che le banche hanno ricominciato a vendere in misura sensibile proprio nell'ultimo trimestre ma con segnali positivi al riguardo che erano in realtà cominciati già negli ultimi mesi, a dimostrazione di un interesse verso il risparmio gestito che covava già da tempo.
Il rischio equity non tira
Nell'insieme, infatti, il saldo dall'inizio dell'anno si è attestato a 15,3 miliardi. Del resto, ricollegandoci al discorso precedente sulla voglia di sicurezza, è normale che ci sia una maggiore propensione a questo tipo di investimento, piuttosto che sul rischiosissimo equity.
La novità
Nel caso dei fondi flessibili invece il maggior interesse è molto più recente e si è svelato soprattutto nel mese di settembre. Troppo presto quindi per parlare di boom, ma vista la crescita del settore in generale le prospettive non possono che essere positive.
Attenti ai costi
Come più volte abbiamo sottolineato nei nostri articoli, i costi di gestione possono regalare veramente brutte sorprese, ancora di più nel settore di cui parliamo, come del resto ben spiegato in questo articolo del Sole 24 ore di qualche anno fa, ma il senso del discorso non cambia.
Il pericolo dietro l'angolo
Dietro i rendimenti promessi si nascondono spesso commissioni bancarie veramente esagerate e che possono erodere o cancellare del tutto gli interessi maturati. Questa è stata una delle ragioni principali della vera e propria fuga che si è registrata nel nostro paese nei confronti del settore, in quanto l'esborso richiesto mangiava gran parte dell'utile generato. Banche e simili avranno fatto tesoro di questa lezione? Vedremo.