Approfondiamo l'argomento
Pochi giorni fa abbiamo trattato un argomento che in questo momento di caos finanziario interessa molti risparmiatori, quello dei beni rifugio, uno degli argomenti che più attira l'attenzione in questo momento di chi punta a valorizzare un piccolo portafoglio e non può quindi permettersi tecniche di diversificazione che qualche soldino lo richiedono. Come tutti sappiamo l'oggetto del nostro articolo di oggi è considerato da molti la sicurezza fatta persona e la cosa non sembra conoscere crisi, anzi, quindi approfondiamo un po' l'argomento, soprattutto per quanto riguarda le modalità con cui è possibile muoversi nel settore.
La situazione è cambiata
Se fino a qualche tempo fa, infatti, l'unica possibilità concreta di investire in oro era di farlo fisicamente, praticamente comprare lingotti fisici, oggi sono diversi i prodotti finanziari che permettono di eliminare del tutto una serie di problematiche anche insuperabili per soggetti non istituzionali, ognuno con le proprie caratteristiche positive e negative. Va da se, quindi, che allo stato attuale esistono tante opportunità diverse ed ognuna di queste può adattarsi o meno alle esigenze di un soggetto rispetto ad un altro.
Spazio ai piccoli risparmiatori
I nuovi strumenti di cui parleremo nel corso dell'articolo, hanno infatti aperto il mercato ai piccoli risparmiatori, precedentemente molto limitati dai costi logistici della gestione "fisica" dell'investimento, creando una notevole diversificazione sia per quanto riguarda le modalità operative che gli obiettivi, ora più diversificati.
Cosa ci aspetta nel biennio a venire
Partiamo innanzitutto dalle considerazioni sulla quotazione dell'oro dei maggiori player mondiali. Attualmente il prezzo del metallo giallo è di circa 1.700 dollari l'oncia, in leggera discesa se guardiamo all'ultimo mese, ma le previsioni di vari istituti bancari e non sono di forte aumento nel corso dei prossimi 2 anni.
Cosa dice Deutsche Bank
Sempre piuttosto credibile in questi casi, prevede un prezzo in netto rialzo nel breve periodo, addirittura oltre i 2.100 dollari ad oncia, mentre successivamente dovrebbe attestarsi attorno ai 2.000.
Un po' più prudenti gli analisti di Ubs, che comunque stimano una crescita nell'anno in corso, in questo caso, però, intorno ai 1.900 dollari. Anche Credit Suisse si mantiene su questi valori, mettendo tra l'altro l'accento sulle politiche di acquisto del metallo giallo, piuttosto sostanziose, da parte delle maggiori economie emergenti, a partire da Cina e India.
La lista
Vediamo in questa tabella quali sono le previsioni dei principali analisti del mercato per il prossimo biennio.
| Istituto | 12 (mesi) | 24 |
| Deutsche Bank | 2.113 | 2.000 |
| Gold Field Mineral Services | > 2.000 (nel primo trimestre) | - |
| BNP Paribas | 2.150 | - |
| Goldman Sachs | 1.940 | - |
| Newmont Mining | 2.550 | - |
| Thomson Reuters Gfms | 2.000 | - |
| Td Securities | 1.900 | - |
| Barclays Capital | 1860 | - |
| Bank of America Merrill Lynch | 2000 | 2400 |
| Ubs | 1.900 | - |
| Hsbc | 1.850-2.000 | 1.775 |
| Credit Suisse | 1.840 | - |
Prezzo previsto in salita
Insomma, tutto sembra convergere verso una stessa direzione, almeno per la maggior parte degli analisti del settore. Certo, i dati possono cambiare in modo sensibile, molto sensibile, da un istituto all'altro, ed inoltre possono essere facilmente rivisti al rialzo o al ribasso dall'istituto stesso, ma il risultato è sempre lo stesso: il prezzo dell'oro, nei prossimi due anni, crescerà, e anche in maniera sostanziosa. Insomma, il trend positivo registrato negli ultimi 10 anni, come si evince dal grafico sottostante, continuerà.
Le mosse da fare
Bene, appurato che secondo praticamente tutti gli esperti le quotazioni continueranno a crescere, come può muoversi il piccolo risparmiatore, oltre naturalmente a puntare su titoli di aziende del settore? Abbiamo detto che, a differenza di alcuni anni fa, oggi esistono vari prodotti funzionali allo scopo, cosa che ha facilitato il discorso proprio ai piccoli risparmiatori. Vediamo una panoramica della situazione, cercando anche di spiegare, in modo sintetico, cosa sono e come funzionano.
- ETC
Gli Exchange Traded Commodity sono senza dubbio tra gli strumenti finanziari maggiormente utilizzati per investire non solo nell'oro ma anche in un ampio ventaglio di prodotti, sempre legati alle materie prime, come possono essere l'argento, il platino, il palladio, ma anche le varie fonti energetiche.
Possono regalare molte soddisfazioni, ma non sono certo esenti da rischi, come quello dell'insolvenza dell'emittente. Al di la di un evento catastrofico di questo tipo, comunque, i fattori di rischio sono molteplici e tutti legati alla sua stessa natura. Un ETC è infatti uno strumento finanziario emesso da una società emittente in seguito all'acquisto diretto di materie prime fisiche ma anche di contratti derivati sulle stesse. Ovviamente, quindi, il valore varierà in funzione dell'andamento sul mercato della materia su cui si è puntato e del "sottostante", ragion per cui il capitale impegnato può anche subire una restrizione. C'è poi il rischio derivante dal cambio tra euro e dollaro, infatti la quotazione avviene in dollari americani.
Insomma, i rischi non mancano, ma senza dubbio risultano straordinariamente comodi in quanto permettono di non aver a che fare con le enormi e onerose problematiche legate alla gestione fisica del metallo giallo.
- Fondi comuni
Dell'argomento abbiamo parlato in modo approfondito, anche per quanto riguarda le strategie migliori. Il grande vantaggio sta nel pacchetto chiavi in mano. Non si deve fare niente, si occupa di tutto il fondo, anche se questo, come abbiamo ampiamente spiegato in numerosi articoli, ha ovviamente il suo prezzo, con il rischio di vedersi mangiare l'utile dai costi di gestione.