Controlli a tappeto
I controlli a tappeto di Cortina e quelli di Milano, da parte delle Fiamme Gialle, hanno creato molte polemiche, ma a dir la verità anche apprezzamenti, per la platealità degli interventi, soprattutto quelli legati al controllo di chi era alla guida di auto di grossa cilindrata.
Molti si sono chiesti se non sarebbe stato più giusto e opportuno approfondire la posizione dei contribuenti direttamente dagli uffici dell'Agenzia delle Entrate, magari in combinazione con i dati provenienti da vari contesti che permettono di fare incroci e stabilire se il possesso di un mezzo di grossa cilindrata è coerente con quanto dichiarato.
La risposta dei responsabili della Guardia di Finanza al riguardo chiude qualunque discussione.
Limiti e virtù del sistema
I controlli sui dati dichiarati dai contribuenti, incrociandoli con le proprietà possedute, possono servire a capire se una parte delle tasse è stata sottratta alle casse dello Stato, non a scoprire i tanti evasori totali, quelli completamente sconosciuti al fisco.
E a questo riguardo la Guardia di Finanza porta i dati dei 7.500 soggetti che, solo nel 2011, sono risultati completamente sconosciuti all'Erario pur risultando possessori di beni di lusso e capaci di sostenere un alto tenore di vita.
E' un indicatore di ricchezza
In effetti l'automobile, soprattutto quella di lusso, è un indicatore di ricchezza a cui non si sa rinunciare se si ha la possibilità di acquistarla e quindi il controllo sul territorio può servire a scovare chi proprio non paga completamente ma anche chi dichiara molto meno di quanto effettivamente guadagna, nella sostanza è il concetto dietro al nuovo redditometro che l'Agenzia delle Entrate sta mettendo a punto.
In effetti se guardiamo al numero delle immatricolazioni, solo nel 2011 sono stati venduti in Italia 110.855 veicoli con una cilindrata uguale o superiore ai 2.800 cc, mentre, se si sta alla dichiarazione dei redditi, meno della metà circa si sarebbe potuto permettere lussi di questo tipo.
E' evidente quindi una notevole tendenza all'evasione fiscale, totale o parziale, che la vendita di prodotti così costosi all'acquisto, ma anche nella manutenzione, dimostra chiaramente.
I trucchi più in voga
Ma come si fa a nascondere nelle dichiarazioni un'automobile che, stando al reddito che si dice di percepire o di realizzare, non ci si potrebbe permettere?
Uno dei trucchi più utilizzati è quello di intestarla ad un prestanome, magari un poveraccio che, al momento dell'eventuale controllo, può dire che gli è stata regalate da qualcuno, senza specificare chi. Si, sembra assurdo ma è così. E in ogni caso il fisco non potrebbe far nulla contro questo soggetto per risalire al vero proprietario.
Un altro trucco è quello di intestare la fuoriserie ad una società estera con sede in un paradiso fiscale, soprattutto in uno di quelli che non rispondono a nessuna rogatoria internazionale, rendendo quindi impossibile un'indagine per risalire al proprietario.
Ma il vero, grande trucco per nascondere la reale portata dei propri affari, e quindi per pagare meno tasse, sembra il solito, quello che conosciamo tutti: "Se facciamo senza fattura, risparmi!"
Infatti proprio i controlli di Cortina hanno messo in luce un fenomeno piuttosto diffuso. Si va bene le società di comodo e i prestanome, ma la maggior parte dei possessori di beni di lusso semplicemente dichiara meno di quanto realmente guadagna. In effetti fino ad oggi lo Stato non ha mai dimostrato una vera e propria intenzione di contrastare il fenomeno, soprattutto con i Governi Berlusconi.
Adesso però le cose stanno cambiando.