La caduta del bene rifugio per eccellenza
Ormai viviamo in un mondo dove, con puntualità impressionante, tutte le nostre certezze, una ad una, vengono puntualmente smentite e smontate in tutti i modi possibili. Solo fino a qualche mese fa a qualunque esperto si fosse chiesto dove e come investire, questi avrebbe subito risposto, come prima soluzione, che l'acquisto di oro ci avrebbe garantito più di qualunque altra cosa e anche che un bel guadagno sarebbe stato sicuro. Poi qualcosa si è rotto.
Le ragioni
Il giochino, sicuro e al di sopra di qualunque problematica, se si vanno a guardare i tempi, è immediatamente successivo alla fase più acuta della crisi finanziaria che ha investito il mondo intero negli ultimi 3-4 anni. Cosa è successo? Quali sono le ragioni di un andamento sempre più negativo del prezzo del metallo tra i più amati, soprattutto negli ultimi 12 mesi?
L'immissione di liquidità delle banche centrali
Per capire cosa è successo bisogna fondamentalmente fare un passo indietro, esattamente a metà del 2011, e ricordare le politiche messe in atto da tante banche centrali, a partire da quella americana. Se si torna a quei momenti allora si ricorda la gigantesca immissione di liquidità messa in atto proprio per fronteggiare la crisi, soprattutto quella finanziaria. Un flusso di denaro di portata gigantesca determinato dal terrore del crollo definitivo dei mercati, che ad un certo punto si è temuto sul serio.
La mancata iperinflazione
Ovviamente, l'immissione di così tanto denaro ha portato moltissimi analisti a prevedere una gigantesca inflazione, logica conseguenza della massa di denaro prodotta. Un timore così importante ha portato naturalmente tanti investitori e risparmiatori a puntare sui beni considerati rifugio, quindi i metalli preziosi in particolare, proprio per proteggersi dalla perdita di valore del capitale a disposizione. Il problema, però, è che non c'è stata nessuna inflazione, anzi, l'immissione di liquidità delle banche centrali continua eccome, come dimostrato dalla politica finanziaria giapponese.
I dati
Per afferrare meglio il crollo del prezzo dell'oro nell'ultimo anno basta guardare questo grafico:
Le immagini parlano da sole, verrebbe da dire, ma se non bastasse forse una tabella riassuntiva del valore sul mercato negli ultimi 5 anni spiega ancora meglio le cose.
| Storico quotazione oro |
| 5 anni | 1 anno | 6 mesi | Inizio 2013 | 1 mese |
| +88,81% | -12,30% | -17,30% | -12,39% | -8,90% |
Beh, i numeri spiegano tutto. Non è che c'è molto da dire. Da un anno a questa parte il valore ha visto un calo di ben il 12,30%, che confrontato all'esplosione di cui ha precedentemente goduto, rispetto a 5 anni fa, mostra meglio di qualsiasi altra considerazione il processo in atto.
Anche l'argento non se la passa bene
Naturalmente la flessione dovuta al calo della domanda non ha interessato solo l'oro, come dimostrato da quest'altro grafico relativo invece all'argento.
Per completezza mostriamo anche in questo caso una tabella riassuntiva degli ultimi 5 anni.
| Storico quotazione argento |
| 5 anni | 1 anno | 6 mesi | Inizio 2013 | 1 mese |
| +67,87% | -21,08% | -25,06% | -17,33% | -14,02% |
Anche in questo caso, come possiamo vedere chiaramente, numeri fortemente negativi.
Ma i giochi potrebbero riaprirsi
Nonostante i numeri, attualmente tutti a sfavore di chi ha scommesso sull'oro e su altri metalli preziosi nell'ultimo anno, non sono pochi gli analisti che invitano alla calma e predicano fiducia. Perchè?
La lezione italiana: meno consumi, meno inflazione
In effetti la risposta a questa domanda la possiamo trovare proprio nella nostra situazione attuale. E' notizia di questi giorni il crollo dell'inflazione italiana, notizia che ci dovrebbe rendere tutti felici, ma così non è, e il perchè lo si può spiegare in un attimo.
La verità è che il calo dell'inflazione non è sempre uguale, almeno nelle ragioni. Nel nostro caso il fenomeno in atto non è causato da una diminuzione del costo della vita, come potrebbe essere un taglio delle accise sui carburanti. Magari! E' dovuto al crollo dei consumi, conseguenza a sua volta della disoccupazione crescente e della diminuzione del valore degli stipendi. Nella sostanza, ci sono meno opportunità di poter contare su uno stipendio sicuro e corposo, la gente compra meno e quindi i prezzi scendono.
Le politiche anti disoccupazione
Ecco, questa è la ragione per cui l'immissione di liquidità delle banche centrali non ha portato ad una esplosione dell'inflazione. La disoccupazione, in aumento in tutto il mondo e in Europa in particolare, ha contrastato gli effetti negativi dovuti alla massa di denaro prodotta dal sistema. Ma può durare?
Molti osservatori dicono di no. In effetti la disoccupazione comincia a diventare un problema di proporzioni gigantesche e questo potrebbe portare alla messa in atto di politiche rivolte proprio ad aumentare le opportunità lavorative. Se questo avverrà è chiaro che almeno un po' di inflazione, fondamentalmente sotto il coperchio allo stato attuale, ci sarà. A quel punto l'investimento in oro ricomincerà ad essere allettante e il giochino e fatto.