Poco, ma si comincia a fare qualcosa per l'occupazione femminile

Arranca ancora

Per carità, viste le enormi difficoltà generali la cosa non sorprende di certo, ma la difficoltà delle donne nel lavoro non dipendono solo dalla scarsità dell'offerta di posti, ma anche dai costi spesso insostenibili per tante famiglie, soprattutto nella gestione dei figli.

Servono risorse che non ci sono

Notoriamente lo Stato italiano non è che si sia mai spellato le dita nel tentativo di mettere in condizione le donne di poter affrontare la maternità e il lavoro senza troppi patemi ma qualcosa, va detto, è stata fatta dal Governo Monti e dalla tanto vituperata Fornero, che magari avrà pure combinato qualche pasticcio con le pensioni, ma ha mostrato un certo attivismo verso la condizione femminile, anche se, come ammesso da lei stessa, la mancanza di risorse sufficienti ha permesso solo l'avvio di sperimentazioni e iniziative in genere che certo vanno ampliate.
Va da se che il contesto richiede un certo esborso di risorse, non giriamo attorno al problema, e tutto c'è in questo momento tranne che la disponibilità finanziaria.

I voucher per l'asilo nido o la baby sitter

Una delle iniziative avviate dal Ministro Fornero è stata quella dei cosiddetti "voucher", nella sostanza dei buoni di 300 euro al mese, netti, da spendere per l'asilo nido o per un servizio di baby sitting. Questa iniziativa è parte integrante di un pacchetto di misure mirate a favorire l'occupazione femminile, come abbiamo detto sperimentali ma che possono già rappresentare un aiuto neanche tanto limitato, visto il periodo.

Solo 300 euro per 6 mesi

Certo, non è propriamente manna dal cielo, visto che il progetto prevede questo bonus di 300 euro per un periodo di soli 6 mesi, veramente molto poco, ma si tratta di un inizio a cui deve seguire un impegno concreto per rendere l'iniziativa più a lungo tempo e magari anche arricchita.

Il decreto del 22 dicembre

Va detto che qualche passo avanti rispetto alle singole iniziative già si è cominciato a fare. Il 22 dicembre, infatti, proprio la Fornero e il Ministro dell'Economia Grilli, hanno firmato il decreto che introduce alcune innovazioni, anche culturali, nella materia, come ad esempio il congedo obbligatorio per i papà. Certo, si tratta solo di un giorno, quindi è veramente poca cosa, ma è un inizio.

Il problema riforma Isee

Ovviamente il decreto dovrà ora passare il vaglio della Corte dei Conti per la copertura necessaria, anche se c'è il problema della riforma dell'Isee, l'indicatore della condizione economica delle famiglie. La riforma era data per certa prima della fine della legislatura, ma le elezioni anticipate hanno scombussolato tutti i piani, quindi si rischia di veder approvato il decreto di cui sopra a breve, ma di non avere ancora accesso ai nuovi criteri di valutazione per stabilire chi effettivamente ha diritto, per esempio, proprio ai voucher.

Come funzionano i voucher

Come abbiamo detto precedentemente si tratta di un contributo di 300 euro netti al mese per sei mesi. Può essere richiesto al termine del congedo di maternità e solo entro un periodo di 11 mesi dalla fine dello stesso. Il contributo, che potrà essere richiesto in alternativa al congedo facoltativo, potrà essere speso per una baby sitter o per l'asilo nido.

Alcune precisazioni importanti

E' importante sottolineare che nel caso in cui si scelga l'opzione dell'asilo, che potrà essere sia pubblico che privato, il contributo verrà versato alla struttura prescelta direttamente dall'Inps. Un'altra cosa importante di cui tener conto è che lo stesso può essere richiesto anche dalle donne che hanno un lavoro part time, anche se in questo caso sarà inferiore.

Le esenzioni e il sistema di assegnazione

Dal contributo sono esentate le neo mamme che già non devono sostenere il pagamento delle spese necessarie per l'asilo nido oppure che risultano beneficiarie del Fondo per le politiche di pari opportunità.
In ultima analisi il meccanismo di assegnazione. Avverrà attraverso un sistema di graduatoria nazionale che si baserà sull'indice Isee e sull'ordine di presentazione della domanda. Le richieste per accedere ai voucher per la maternità vanno inviate all'Istituto di Previdenza.

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