In ritardo ma miglioriamo
Nonostante la crisi sempre più pressante e le difficoltà, anche drammatiche in certi momenti, vola l'economia sviluppata dal Web, e lo fa a ritmi importantissimi. Certo, paghiamo il prezzo di un ritardo strutturale importante rispetto ad altre realtà già molto avanzate, grazie alla cecità della nostra classe dirigente, ma i miglioramenti ci sono, eccome.
Cresce la quota di Pil
Secondo recenti dati il Web rappresenta ormai il 2% del nostro Pil, che equivale ad un valore di circa 30 miliardi di euro, con un'industria specifica che cresce a ritmi vertiginosi, assolutamente sconosciuti ad altri settori. Addirittura il 18%! E i dati della quota di Pil parlano di un raddoppio entro veramente poco tempo! Niente infatti riesce a generare crescita, anche vertiginosa in alcuni casi, come Internet. A tutto questo si aggiunge la capacità del comparto di creare lavoro e occupazione qualificata, soprattutto giovanile. E sappiamo quanto il lavoro per i giovani sia latitante.
Puntiamo sulla rete
Il Corriere della Sera in un suo articolo di oggi, si chiede se non sia il caso di pensare ad un Ministero per Internet. Se qualcuno è tentato di sorridere all'idea, per nulla sbagliata, basti pensare che la quota di Pil prodotta dall'agricoltura rappresenta ad oggi il 2,63% della nostra economia. Questo significa che già nel prossimo anno la quota creata da Internet supererà quella generata dall'agricoltura! Questo dato forse fa capire meglio quanto sia elevato il potenziale del Web e perchè, ancora di più in un momento di gravi difficoltà come quello che stiamo vivendo, dovremmo puntare su start-up e simili. Del resto la creatività, elemento determinante per avere successo in quest'ambito, proprio non c'è mai mancata!
Vediamo una lista dei vantaggi, frutto di una recente ricerca, che, soprattutto le piccole aziende, possono ottenere con un maggior sviluppo della loro attività sul Web. Questo è in effetti un punto debole della nostra piccola impresa.
- Maggiore produttività e internazionalizzazione
Tra tasse altissime, mancanza di una vera politica industriale e, diciamolo pure, un certo provincialismo che tanto ci contraddistingue, le nostre piccole e medie imprese mostrano una certa difficoltà a competere su uno scenario diventato ormai globale. Le nostre PMI che hanno cominciato a sfruttare le opportunità che Internet mette a dimostrazione dimostrano una notevole propensione alla crescita, rispetto a chi non usa il Web, assumono di più e riescono a raggiungere più facilmente una clientela internazionale.
- Ricavi maggiori
Il Web non permette solo di espandere la clientela e di conseguenza di incrementari ordini e fatturato, ma anche di aumentare i ricavi, grazie a costi di gestione certamente più bassi rispetto a quelli a cui sono normalmente abituate le PMI. Basti pensare ai costi che le aziende sostengono per il marketing o per strutturare una rete vendita.
- Cresce l'Ecommerce
Anche con una certa sorpresa, considerando l'atavica diffidenza dell'italiano per gli acquisti su Internet, l'Ecommerce nel nostro paese cresce a ritmi vertiginosi. Va da se che chi ha puntato sul Web sta conoscendo una vera e propria esplosione.
- Arriva la banda veramente larga
Finalmente anche noi stiamo puntando ad uno sviluppo vero e diffuso sul territorio della banda larga. Oltre alle prospettive, certamente rosee per quanto riguarda costi e qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione, è ovvio che si assisterà ad una crescita esponenziale dell'economia sviluppata da Internet. Chi imparerà a sfruttare la rete non potrà che trovarne giovamento.
L'idea è valida
Perchè quindi non pensare anche ad un Ministero, magari senza portafoglio, capace di dialogare con le start up e di creare quell'infrastruttura assolutamente necessaria per permettere alle nostre aziende di poter competere ad armi pari con quelle straniere in un contesto che conosce veramente una crescita vertiginosa? Insomma, qualcosa che vada a contrastare la storica incapacità italiana di fare sistema, di lavorare in un ambito coordinato e con un progetto che guarda avanti, e non con la solita gestione emergenziale a cui siamo abituati. Certo, se guardiamo alle iniziative messe in atto fino ad ora, basti pensare alla fantomatica ormai "agenda digitale", non è che c'è da stare allegri. Sembra proprio che ogni volta che la nostra politica mette mani a qualcosa lo fa male e, spesso, anche in modo truffaldino. Ma tentar non nuoce, dice un vecchio detto.
Comunque, per non voler essere pessimisti a tutti i costi, l'idea di un Ministero con delega ad occuparsi di Internet e di tutte le opportunità che offre il Web, a detta di chi scrive, non è per niente campata in aria, anzi! La speranza è non solo che si faccia qualcosa ma che, per una volta, si faccia bene.