Sempre più conveniente con l'abbassamento dell'aliquota

Per chi può

In un periodo come questo non sono certo molti coloro che hanno ancora dei risparmi su cui puntare per fare un investimento, soprattutto tra il ceto medio. Comunque, tra crisi mondiale e manovre finanziarie cambia il panorama dei prodotti finanziari nel nostro paese. Vediamo quali sono le prospettive attuali per puntare almeno ad un piccolo profitto con il nostro capitale nell'anno che ormai sta per arrivare.

Le banche devono capitalizzare

Le forti insicurezze generate dai crolli continui delle borse mondiali ci tengono sempre più distanti dai titoli di borsa, visti in questo momento come troppo pericolosi e inaffidabili. Basti pensare che in questo momento solo il 12,5% degli italiani punta su titoli azionari. E' ovvio che a questo dato contribuisce la cronica diffidenza italica verso tutto quello che non da garanzie certe, ma ovviamente il clima di straordinaria incertezza dell'economia globale contribuisce e non poco.
Cresce invece il numero di risparmiatori che preferisce i conti deposito, anche perchè gli istituti bancari cominciano a sentire il bisogno di capitalizzare e quindi tendono a pagare buoni interessi. E tra l'altro a breve diventeranno ancora più vantaggiosi. Infatti nella recente manovra finanziaria varata dal Governo viene introdotta un'aliquota unica del 20%, contro il 27% attuale.
Altre soluzioni, come le obbligazioni bancarie, vedranno invece salire l'imposta dal 12,5% al 20%, mentre i Bot non subiranno nessuna modifica e rimarranno al 12,5%. Certo, a fronte di un rendimento veramente basso.

Garantito dal Fondo interbancario

L'abbassamento delle imposte non è l'unico vantaggio. Infatti questo tipo di prodotto finanziario è tutelato dal "Fondo interbancario di tutela dei depositi". Quindi, fino a 100.000 euro, l'investimento è praticamente assicurato anche in caso di default dell'istituto bancario a cui ci si è affidati. Attualmente un prodotto finanziario di questo tipo offre al massimo un ricavo equivalente all'inflazione nazionale, ma del resto questo è il Dna del conto deposito. La diminuzione della tassazione può renderlo un po' più conveniente del solito.

Si parla di un'imposta di bollo

Anche se di notizie certe, da questo punto di vista, ancora non ce ne sono, si vocifera della proposta di un'imposta di bollo. Se a questa notizia seguissero i fatti questo andrebbe certo ad inficiare la diminuzione dell'aliquota di cui abbiamo parlato precedentemente, ma le banche, che come abbiamo detto hanno bisogno di capitalizzare, potrebbero anche decidere di accollarsi l'onere. Staremo a vedere.

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