I risarcimenti per lesioni micropermanenti e l'articolo 139 del Codice

I fatti

Recentemente una serie di ordinanze emesse da due Giudici di pace (Torino e Recanati) e da due Tribunali (Brindisi e Tivoli) avevano messo in dubbio la legittimità dell'articolo 139 del Codice delle assicurazioni, su cui era intervenuto l'esecutivo di Mario Monti nel 2012, e quindi avevano fatto richiesta all Consulta di pronunciarsi al riguardo.
I dubbi riguardavano alcune controverse decisioni del legislatore che si, diciamo noi, sono venute incontro alla necessità delle compagnie assicurative di far fronte alla massa di truffe di cui purtroppo il nostro paese può "vantarsi", mettiamola così, ma che forse hanno esagerato nel mettere in atto le condizioni perchè le aziende del settore siano nella sostanza totalmente esenti dal rimborsare i propri clienti in presenza di lesioni micropermanenti in conseguenza di un incidente stradale.

I dubbi

Vediamo innanzitutti di cosa stiamo parlando, nella sostanza quali sono le eccezioni sollevate dai Giudici di cui sopra.

  • La Convenzione europea
  • Innanzitutto è stata palesata una notevole, a detta dei relatori, discordanza, vale a dire mancata aderenza, con gli articoli della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la cosiddetta Cedu, i quali prevedono espressamente il diritto di tutti gli individui ad un processo obbligatoriamente considerabile equo e all'integrità della persona.

  • La disparità
  • Altro dubbio riguarda l'evidente disparità di trattamento tra coloro che hanno subito un danno fisico a seguito di un incidente stradale e coloro che invece riportano lesioni in conseguenza di un altro evento qualsiasi.

  • Troppa rigidità
  • Le tabelle risarcitorie con cui si calcola il danno subito dall'assicurato sono state considerate eccessivamente rigide nella loro formulazione.

  • La mancata previsione del danno morale
  • L'ultima eccezione sollevata dai giudici di cui abbiamo detto precedentemente riguarda la mancata previsione, nell'articolo 139 del Codice, del danno morale cagionato alla vittima di un incidente stradale.

La decisione finale

E vediamo quale è stata la decisione della Corte costituzionale al riguardo. Tutto regolare, la tutela, inserita nell'articolo 139 del Codice, risulta "incisiva e sicura". Non c'è, nella sostanza, nessun contrasto con la Carta. Fin quì potrebbe sembrare tutto normale, ma dove, nella sostanza, si è scatenato il pandemonio, è in conseguenza ad alcune considerazioni della Corte che, in effetti, qualche dubbio lo generano.
Nella sostanza i giudici della Consulta affermano non soltanto che nell'articolo in oggetto la parte danneggiata viene abbondantemente garantita, ma che la cosa è funzianale anche ad evitare che la collettività paghi un prezzo aggiuntivo per l'Rc auto, i termini utilizzati sono stati "costi accettabili e sostenibili", in seguito ad un numero eccessivo di richieste di rimboro per lesioni micropermanenti in seguito ad un incidente. Naturalmente stiamo parlando in particolare del famoso colpo di frusta di cui l'italiano, in misura abnorme rispetto ad altri paesi europei, risulta essere vittima.

Le reazioni

Naturalmente la decisione della Corte ha suscitato molte perplessità, in quanto viene stabilito, a detta dei detrattori di questa decisione, che gli interessi economici delle aziende, in questo caso di quelle del comparto assicurativo, possono collidere con i diritti fondamentali della persona. Nella sostanza si può rimborsare meno, o nulla, minacciando altrimenti aumenti delle polizze, vale a dire del prodotto acquistato dai cittadini a garanzia del loro mezzo e della persona. Anche in presenza di danni biologici.

Il problema c'è

Devo dire che personalmente non sono daccordo con queste argomentazioni. In Italia il problema delle truffe alle assicurazioni esiste eccome, e le leggi non dicono che il soggetto che ha subito un danno biologico a seguito di un incidente stradale possa non essere risarcito, ma che debba dimostrare il danno subito. E la cosa, a parere di chi scrive, è sacrosanta, anche perchè le conseguenze di una massa di risarcimenti per danni solo sulla carta in fin dei conti li paghiamo tutti quanti noi ad ogni rinnovo dell'Rc auto. E questo non è giusto.
Quello che invece va detto è che quando il Governo Monti ha partorito il classico topolino dalla montagna, come abbiamo detto tante volte a riguardo delle varie misure per far diminuire il costo delle polizze, come i ben noti decreti sulle liberalizzazioni, si è preoccupato solo di ciò che era nell'interesse delle compagnie, e non dei loro privilegi, come per esempio il fatto di poter imporre l'agente monomandatario, impedendo così, cosa che a loro certo non piace, un mercato dove è presente una vera competizione. Monti ha fatto un piccolo e timido tentativo in questo senso, ma al primo no della lobby del settore, ben rappresentata in Parlamento, si è subito tirato indietro, lasciando inalterate tante ragioni per cui l'italiano è costretto ad un esborso per assicurare l'automobile che non ha paragoni in Europa.

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