Le mangia-energia
Come sappiamo tra i maggiori consumatori di energia ci sono le caldaie per il riscaldamento delle abitazioni, delle vere e proprie macchine mangia-energia. E non è solo una questione energetica ma anche ambientale, visto che per farle funzionare si consuma il gas e quindi si produce anidride carbonica. A questo si devono aggiungere i costi energetici e ambientali per l'estrazione, il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione del gas.
Insomma, l'idea di realizzare prodotti che, grazie a diverse tecnologie rispetto a quelle utilizzate attualmente, riescono ad abbattere i consumi significherebbe impattare sul fabbisogno energetico e sull'inquinamento prodotto da una nazione di milioni di persone in modo straordinario e difficilmente ottenibile con altre soluzioni.
Abbattere i costi di produzione
L'obiettivo del progetto europeo Heat4u, finanziato con 10 milioni di euro per 4 anni, è appunto quella di passare dalle caldaie attuali, che nella versione più avanzata sono a condensazione, ad altre che funzionano secondo il sistema della pompa di calore ad assorbimento. Una tecnologia già accessibile ma che per essere diffusa a livello residenziale necessita di numerose ottimizzazioni industriali e semplificazioni costruttive. Oltre al costo di produzione molto elevato il sistema presenta una certa rumorosità di funzionamento, ovviamente incompatibile con un'abitazione residenziale, ed anche alcune problematiche nell'installazione che magari non rappresentano un problema in edifici ampi e spaziosi come quelli dei centri commerciali o delle grandi industrie, ma che allo stato attuale rendono il prodotto improponibile a livello residenziale.
Questo sistema permette di generare calore con il gas per il 70% e dall'aria esterna per il 30%. In quest'ultimo caso viene estratto mediante una miscela di acqua e ammoniaca attraverso un processo di espansione e condensazione. Va da se il risparmio generato da questo tipo di tecnologia.
Anche aziende nazionali nel progetto
Al progetto Heat4u partecipano numerose aziende ed istituti europei ma anche l'Italia fa la sua parte con la Robur di Bergamo, il Politecnico di Milano e Pininfarina. L'obiettivo è introdurre queste soluzioni sul mercato, ad un prezzo accessibile anche per i privati, nel più breve tempo possibile.
Per capire la portata dell'impegno italiano, di altissimo livello, basta guardare il curriculum di tutto rispetto della Robur, azienda leader del settore: dal 2004 ad oggi questa azienda bergamasca ha installato oltre 6.000 sistemi a pompa di calore ad assorbimento, per lo più ovviamente in installazioni commerciali e industriali.